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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


domenica 21 dicembre 2014

Angelo Viola






Personale elaborazione dell'immagine




Siamo arrivati all'ultima Domenica d'Avvento.
L'attesa ormai è fremente, come anche la gioia del Natale di Gesù,
ormai vicino.


Nella quarta ed ultima settimana d'Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola.

L'Angelo Viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistrosinistro una cetra d'oro.
Manca poco all'arrivo del Signore.


Il colore viola è formato dall'unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.



Accendiamo ora la quarta ed ultima
candela dell'Avvento.












Ed ora vi racconto una storia.
È un pò lunga, quindi se non vi va di leggerla non preoccupatevi.




Traccia di Dio
Si chiamava Traccia di Dio.
Così lo aveva segnato San Michele, capitano di tutti gli angeli, alla fine della sua lista.

Perché San Michele ha dovuto fare una lista con gli angeli fedeli, e stringere le file del suo esercito per non far notare il buco che avevano lasciato gli angeli cattivi.
A ciascuno diede il suo nome, cominciando da Gabriele, l'angelo che Dio aveva creato per annunciare al mondo la notizia più importante, poi segnò Raffaele che doveva accompagnare Tobia, quello del viaggio, che da allora si sarebbe fatto carico di condurre sani e salvi tutti i viaggiatori.


E così fu posto a ciascuno il proprio nome, finché non rimase che uno: un angelo piccolino che non sapeva quasi volare.
San Michele aveva incaricato un angelo grande e forte, che si chiamava Fortezza di Dio, che gli insegnasse, ma tutto fu inutile.

Lui sapeva volare solo nella scia luminosa che lasciava Dio al suo passare, una stradina di luce! Sì, sì, l'angelo piccolino spiegava le sue ali e volava sorridendo felice.
Ma appena si distraeva un po' e usciva dalla traccia di Dio, oppure quando ritardava troppo e perdeva la luce, sentiva un peso di piombo sulle ali, e cominciava a cadere e cadere, finché qualche angelo non lo raccoglieva e lo rimetteva sul sentiero dove l'angelo piccolino volava felice sentendosi sicuro come un bambino nella culla.


Per questo quando Capitan San Michele finì la sua lunga lista di nomi di tutti gli angeli, scrisse l'ultimo: Traccia di Dio, affinché così si chiamasse da ora in poi l'angelo piccolino.
E disse San Michele: «Fai attenzione, Traccia di Dio, non ti allontanare dalle sue orme perché Dio sta per creare il mondo e gli uomini ci daranno molto lavoro e se tu cadi forse non potrò mandare nessun angelo a raccoglierti».
E San Michele guardava con compassione Traccia di Dio, pensando che ne sarebbe stato dell'angelo piccolino perduto nello spazio.
Un angelo piccolino che non sapeva neanche volare.
Traccia di Dio rispose di sì, che sarebbe stato attento e da allora seguì Dio da tutte le parti molto da vicino, senza distrarsi neanche un momento per non perdere il sentiero di luce che lasciava al suo passare.

Per questo vide molto bene come Dio creò, il primo giorno, il cielo e la terra, che erano all'inizio solo un mucchio di fango scuro; e Dio disse: «Sia la luce».
E dopo divise la luce dalle tenebre, e chiamò giorno la luce e notte le tenebre.
Traccia di Dio guardava tutto, molto sbalordito e ripeteva a bassa voce le nuove parole che Dio pronunciava, e diceva sottovoce:
«Giorno... giorno... giorno... giorno».
E dopo: «Notte... notte... notte... notte».
Per non dimenticarle, giacché erano parole molto belle.
Era così occupato con queste cose che rimase un po' arretrato, non lo raggiungeva del tutto la luce delle orme divine.

Inciampò nell'aria perché gli si imbrigliarono le ali maldestre.

Ebbe paura di cadere, sarebbe stato terribile, perché tutti gli angeli stavano guardando il creato e nessuno si sarebbe preoccupato di raccoglierlo. Fece uno sforzo e mosse le ali.

Quando arrivò vicino a Dio, cominciò il secondo giorno.
La voce divina diceva: «Che si faccia il firmamento in mezzo alle acque».
Il firmamento lo chiamò cielo.
Traccia di Dio cominciò a dire: «Cielo... cielo».

Saggezza di Dio, un angelo molto svelto che gli stava vicino, gli disse molto arrabbiato di stare zitto perché disturbava tutti, e che non c'era bisogno di ripetere tante volte la parola cielo, perché era molto facile da imparare.
San Michele domandò che cosa stesse succedendo e, pur facendo zittire Traccia di Dio, non lo rimproverò perché, in fin dei conti, era il più piccolo di tutti gli angeli e bisognava aver pazienza con lui.
Se ne andò, muovendo lentamente le ali, e pensando che un angioletto così maldestro sarebbe servito a poco.
Intanto cominciò il terzo giorno, perché nel cielo i giorni passano veloci come un pomeriggio di vacanza.

Dio disse:
«Che si uniscano in un solo punto le acque che sono sotto il cielo e compaia l'asciutto».
Chiamò l'asciutto terra e le acque riunite mare. Fece nascere l'erba, le piante e gli alberi.
Dio mise in ogni frutto i semi, perché più tardi si potessero seminare, così che quando fossero marciti quelli che aveva creato ne nascessero dei nuovi.

Traccia di Dio era sbalordito e pensava che altro avrebbe potuto creare Dio nei giorni successivi, visto che le cose già fatte erano così belle. E volava impaziente aspettando che cominciasse il quarto giorno.

Dio disse:
«Che ci siano stelle nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte e servano come segno al tempo, ai giorni e agli anni. Splendano in cielo ed illuminino la terra».

Traccia di Dio capiva tutto molto bene, dato che nei giorni precedenti aveva imparato le parole, per questo sapeva che cosa erano la terra, il cielo, il giorno e la notte.

Vide come Dio creò il sole, tanto grande e luminoso che solo Dio poteva guardarlo senza abbagliarsi e toccarlo senza bruciarsi.
Quindi creò la luna, più piccola, bianca e giocherellona come una palla, che sembrava a volte divertirsi nascondendosi nella notte. Dio fece anche le stelle- migliaia! - che uscivano bellissime dalle sue mani, piene di luce.
Alcune erano bianche, molto bianche e piccole. Altre colorate.
Tutti gli angeli lavoravano sistemando le stelle dove Dio indicava loro.
Tutti volavano da un posto all'altro e si poteva seguire il loro volo per la scia luminosa che lasciavano le stelle nella notte.
La loro luce riempiva il cielo, facendolo sembrare la Piazza Grande in una notte di fuochi artificiali.

Tutti gli angeli volavano sistemando le stelle, meno Traccia di Dio, perché San Michele gli aveva detto di non muoversi, giacché si poteva perdere tra tanta confusione, e sarebbe stato difficile cercarlo tra tante cose che Dio aveva creato.
Da una parte c'era San Raffaele indaffarato a sistemare in modo ben visibile la Stella Polare, quella che indica sempre il Nord, perché guidasse i naviganti.
Da un'altra parte c'era Fortezza di Dio, con una stella così grande che nessun angelo aveva potuto muovere, mentre lui la trasportava senza alcuno sforzo.
Saggezza di Dio, come una guardia nella confusione celestiale, dirigeva il traffico in modo tale che nessuno si scontrasse.
Migliaia di angeli andavano e venivano e quando vedevano Traccia di Dio con le ali piegate, sorridevano con un poco di compassione, pensando: «Non servirà mai a granché un angelo che neppure sa volar bene!».

Traccia di Dio non si rendeva conto delle burle, perché aveva solo tempo per guardare, con gli occhi ben aperti, una così fantastica festa di luce.

In un attimo le stelle furono tutte al loro posto. Il cielo era diventato bellissimo.
Tutti gli angeli si giravano verso Dio per lodarlo.
Ed allora si resero conto che non avevano ancora finito, mancava ancora una stella da sistemare.
Era una stella bianca, non molto grande, e Dio la teneva nella sua mano destra. Gli angeli cominciarono a domandarsi dove Dio l'avrebbe collocata, visto che il cielo era pieno ed esse erano così ben sistemate che sembrava impossibile trovare il posto per una in più.
Un angelo disse: «Quella stella avanza, bisognerà buttarla via».
E un altro: «Sicuramente ne è stata fatta una in più».
Dio, in silenzio, abbassò la mano destra, accanto a Lui stava Traccia di Dio che lo guardava imbambolato.

Dio si chinò ancora e gli consegnò la stella, Traccia di Dio la prese con moltissima cura per paura di farla cadere.

Pensò che doveva reggerla solo per un momento, mentre Dio diceva ad un angelo molto più sveglio, più bello e più forte di lui, di sistemarla; ma Dio non disse niente, vide che era tutto a posto e così finì il quarto giorno.
La stella non era molto grande, ma Traccia di Dio era così piccolo che, così in piedi come stava, quasi non la poteva reggere. Era necessario reggerla con più sicurezza.
Che cosa avrebbe detto San Michele, se l'avesse lasciata cadere? Cominciò a piegarsi, piegarsi fino a rimanere seduto con le gambe stese e la stella sulle ginocchia. Ecco! Molto bene! Sentiva un bel calduccio molto gradevole ed una grande luce.
Poteva appena vedere qualcosa, perché la stella glielo impediva, ma non gli importava nulla perché stava compiendo un incarico di Dio.

Il quinto giorno Dio andò a creare i pesci e Traccia di Dio non poté seguirlo, perché la stella pesava molto e gli fu impossibile alzarsi.
Di sera gli altri angeli vennero a raccontargli come erano i pesci, gli uccelli e il giorno dopo gli animali.
Da ultimo gli dissero come era fatto l'uomo, ad immagine e somiglianza di Dio, ma non gli davano spiegazioni in più e Traccia di Dio non riusciva ad immaginarselo.

Il settimo giorno del mondo fu riposo per tutti e Traccia di Dio fece un riposino con la testa appoggiata sulla stella.

Aveva ragione Capitan San Michele. Tutti gli uomini cominciarono a dare molto lavoro. Erano ribelli e disubbidivano a Dio; orgogliosi, volevano eguagliarlo.
E poiché questo non era possibile, Dio, con molto dispiacere, perché vi si era affezionato, dovette castigarli.
Però subito promise loro un Salvatore che sarebbe nato, vissuto e morto fra di loro per redimerli. Affinché gli uomini non dimenticassero la promessa, mandò di tanto in tanto i suoi angeli per ricordarglielo e, in molte occasioni, anche per aiutarli.
E diede ad ogni uomo un Angelo Custode, messaggero tra Dio e l'uomo.
San Michele prese la sua lista e fece una croce vicino al nome di ogni angelo che era stato nominato guardiano degli uomini. E vicino al nome scrisse giorno ed ora in cui dovevano essere mandati sulla terra. Una copia di questa lista fu data ad un angelo chiamato Provvidenza di Dio, perché ricordasse ad ognuno quando doveva incominciare a volare.

Così si cominciò ad andare e venire dal cielo alla terra e dalla terra al cielo; si poteva sentire a tutte le ore il volo dei santi angeli. Tutti erano molto indaffarati e nessuno badava a Traccia di Dio che stava lì, seduto dall'inizio del mondo con la sua stella tra le braccia, fermo fermo per non farla cadere.
Traccia di Dio non si annoiava. Guardava per quel che poteva al di sopra della sua stella ed ascoltava le parole che dicevano gli angeli quando passavano. A forza di vederlo così, nessuno più lo chiamava Traccia di Dio, ma "Il Seduto".
E così dimenticarono il suo vero nome.

Un giorno un angelo era andato, per incarico di Dio, sulla terra a dipingere per la prima volta l'arcobaleno.
Era un incarico molto importante, poiché lo dipinse senza riga né compasso in mezzo alla pioggia, attento che i colori non si macchiassero mischiandosi gli uni con gli altri e rifinendolo fin quasi a sfiorare gli alberi.
Il risultato fu che mentre l'angelo, che si chiamava Bellezza di Dio, dava gli ultimi ritocchi, un uccellino si imbrigliò nelle sue ali e, poiché aveva fretta di finire l'arcobaleno e vedere come era venuto, non si occupò dell'uccellino, che salì con lui, sulle ali dell'angelo, fino al cielo.
Bellezza di Dio passò vicino al Seduto che non aveva mai visto un uccello. E l'angelo, al vederlo, disse: «Bellezza di Dio, che bel fiore hai portato dalla terra!».
Bellezza di Dio gli spiegò che non era un fiore, ma un uccello di quelli che Dio aveva creato il quinto giorno, che poteva volare come gli angeli e che sapeva anche cantare.
Sbrogliò l'uccellino dalle piume delle sue ali e lo diede al Seduto.
«Tieni».

Il Seduto rimase stupito di come volava bene.

Bellezza di Dio gli raccontò allora molte cose che aveva visto sulla terra e gli disegnò perfino un piccolo arcobaleno con i colori che gli erano avanzati.
Il Seduto ascoltava con tanta attenzione che era un piacere raccontargli storie; da quel momento tutti gli angeli che arrivavano dalla terra presero l'abitudine di fermarsi per un momento vicino a lui.

E così seppe come uscì il popolo di Dio dall'Egitto, come fu condotto per il deserto fino alla Terra Promessa e come suonava profonda e grave la voce dei profeti.
Il Seduto ascoltava meravigliato le storie della terra e gli sembrava che gli altri angeli fossero molto svegli e coraggiosi.
Mai lui si sarebbe fidato di entrare in un forno infuocato per rinfrescare con il vento delle sue ali i tre giovani che quel re Nabucodonosor - dal nome così difficile - aveva fatto buttare dentro per non aver voluto adorare un suo idolo.
E meno ancora avrebbe avuto il coraggio di scendere nella fossa dei leoni per chiudere con le proprie mani la loro bocca affinché non facessero del male al profeta Daniele.

Era stata una fortuna che Dio gli avesse dato un incarico così facile come quello di sorvegliare una stella; perché così seduto come era non c'era pericolo che gli cadesse e Dio poteva venire a riprendersela quando voleva.
Il Seduto era contento.

Passarono così i secoli ed arrivò il tempo della Grande Promessa.

Tutto era preparato benissimo. Capitan San Michele aveva mandato un angelo perché curasse il muschio e la paglia che sarebbero servite per la culla
del Bambino Gesù;
in modo che crescesse molto fine e dorata ed il muschio molto verde e fresco.
Aveva cercato anche un bue ed un asinello perché con il loro alito riscaldassero la stalla, l'asina la scelse grigia come l'argento, il bue marrone come la cioccolata.
Gli angeli dovevano cantare «Gloria a Dio nell'alto dei Cieli»; ormai provavano da mesi e da tutti gli angoli dei cieli si poteva sentire una così bella canzone.

Fu così che il Seduto venne a conoscenza di quello che stava per accadere.

Perché negli ultimi tempi gli angeli erano così occupati che non si fermavano più a raccontargli qualcosa, pensavano che non potevano perdere tempo a raccontargli qualcosa, pensavano che non potevano perdere il loro tempo con un angelo così imbranato del quale Dio sembrava essersi dimenticato.

Arrivò finalmente il 24 dicembre e quello doveva essere il primo Natale del mondo.

Una lunga fila di angeli cantanti erano pronti a prendere il volo con le loro ali piene di luce e le bocche piene di allegria che non si potevano far tacere più a lungo.
Come accade quando dobbiamo fare una sorpresa alla mamma e si riesce a tacere solo per un po', ma poi si finisce per raccontarlo perché ci scappa, così gli angeli stavano aspettando il segnale di Dio, perché la notizia che portavano era la migliore di tutti i tempi e la loro allegria scappava nella loro canzone.
E Capitan San Michele doveva continuamente farli tacere.
Perché tutti quegli angeli dovevano annunciare ai pastori che era nato
il Figlio di Dio.

Dio disse che tutto questo andava molto bene, ma che però mancava ancora qualcosa.

Capitan San Michele diventò rosso, tutti gli angeli lo guardavano con rimprovero. Come aveva potuto dimenticare qualcosa in una notte così importante?
Nascondendo le mani contò con le dita: il presepe, la paglia, l'asino ed il bue, gli angeli cantori... Quattro cose. Cos'altro poteva mancare? Mancava la stella!
La stella dei Re Magi! Quella stella che doveva essere mandata molto lontano perché guidasse i santi Re Magi fino alla stalla!
Capitan San Michele organizzò tutto in un momento: chiamò Bellezza di Dio perché scegliesse la stella più bella di tutte, Sapienza di Dio perché pensasse che strada seguire per andare a prenderla, Fortezza di Dio perché la portasse.
Ma in verità Dio già da molto tempo aveva creato una stella speciale per questo evento.
«Una stella senza uso?».
Sì, questa era: una stella nuova del tutto!
San Michele, guidato da Raffaele e seguito dai tre angeli, Bellezza di Dio, Saggezza di Dio e Fortezza di Dio, andò verso il luogo dove si conservavano le cose nuove.
C'erano molte piante, fuoco, nubi e luci bellissime, ma non c'era alcuna stella.
Tornarono avviliti, a testa bassa, al cospetto di Dio.

Sì, lui aveva creato una stella per inaugurarla in quel momento e l'aveva data ad un angelo perché la conservasse.

«Ad un angelo? A quale angelo?».
San Michele cercò la sua lista. La portava sempre con sé, conservata tra l'armatura e la cintura della spada. Si affrettava tanto, ma non la trovò. Continuò a cercarla in tutte le tasche... ma niente!
Gli era caduta nel posto delle cose nuove, mentre alzava con l'aiuto di Forza di Dio una nuvola molto grande per vedere se sotto c'era qualche stella. Ordine di Dio, un angelo che era incaricato che tutto fosse sempre molto pulito ed ordinato, aveva appena trovato la lista e veniva in volo per darla a San Michele.
La lista era sgualcita, vecchia, piena di pieghe, a forza di tirarla fuori, conservarla e guardarla in continuazione; come si chiamava l'angelo? Dio che tutto sa: si chiamava Traccia di Dio.
San Michele cominciò a scorrere la lista con il dito, ma tardò moltissimo nel trovarlo, poiché era l'ultimo di tutti. C'era scritto "Traccia di Dio", ma a lato non era segnato niente; doveva trattarsi di un angelo che non era mai sceso sulla terra. Pensò: «Ma dove si sarà cacciato questo Traccia di Dio che non ricordo neppure?».
Stava ancora cercando di ricordare quando Saggezza di Dio si avvicinò e gli disse delle parole all'orecchio. San Michele rallegrò il viso e rispose: «Ah, sì. Ora ricordo! È il Seduto».

Dio, al sentirlo, sorrise. Si diressero tutti dove era Traccia di Dio, seduto con la sua stella sulle ginocchia dall'inizio del mondo.

Prima c'erano gli angeli cantanti, dietro tutti gli altri angeli, dopo seguivano Michele, Gabriele e Raffaele che sono come i principi degli angeli. Siccome era un'occasione molto solenne, Capitan San Michele aveva sguainato la sua spada che brillava piena di luce. Da ultimo c'era Dio.

Il Seduto, guardando al di sopra della stella, li vide arrivare e pensò che era arrivata la grande Notte, che era una fortuna che passassero così vicino che lui poteva vedere tutto senza perdere un dettaglio. Quello che non poteva minimamente immaginare era che Dio e tutti gli angeli venivano a cercare lui.
Pensò che stando seduto li potesse intralciare e cercò di spostarsi. Ma per poco non gli cadde la stella, cosicché rimase fermo e continuò a reggere la stella sulle ginocchia.

Arrivarono i cantori e tutti gli angeli gli si fermarono attorno.

Traccia di Dio era sempre più meravigliato.

Quando arrivò, Dio lo guardò e gli sorrise così come nel quarto giorno del creato, quando gli aveva dato la stella con la sua mano destra.
San Michele gli disse: «Senti, Seduto».
Ma si interruppe immediatamente, giacché pensò che non era corretto chiamarlo con un nomignolo davanti a Dio, e cominciò di nuovo: «Senti, Traccia di Dio, quella stella che tu custodisci è stata fatta per annunciare ai santi Re Magi la nascita del
Bambino Gesù;
questa notte devi dirigerti verso oriente portando con te la stella».

In quel momento Raffaele lo interruppe e cominciò a spiegare a Traccia di Dio su di una grande mappa dove doveva dirigersi.
Fortezza di Dio gli disse come doveva portare la stella e Bellezza di Dio gli spiegò come doveva tenere la stella in modo che la scia luminosa fosse più bella possibile.

Traccia di Dio non capiva niente, non sapeva come compiere l'incarico e poi - ricordò San Michele - aveva imparato appena a volare ed era seduto da tanto tempo che l'avrebbe fatto ancora peggio...
Si sarebbe dovuto mandare qualcun'altro.

Dio intanto si era avvicinato al piccolo angelo e lo guardava.

Traccia di Dio, al quale la stella non pesava più, si alzò.
Dio gli fece un segno con la mano e Traccia di Dio vide che una strada di luce gli si apriva di fronte nello spazio. Mosse le ali. Prima in modo goffo, poi con forza... volava!
Poiché era rimasto seduto migliaia di secoli senza muoversi, gli era caduta addosso tutta la polvere del cielo, che è una polvere di luce ed ora, con il battere delle ali, la spargeva nella notte, disegnando una scia luminosa.

Gli angeli erano meravigliati.

E così andò, volando volando lungo il cammino indicatogli da Dio.
Portava la stella sulle sue mani stese e lasciava al passaggio una coda di luce.

I santi Re, nel loro palazzo, guardavano le stelle ed uno di loro disse, indicando quella che Traccia di Dio portava nelle mani:

«Guardate! Il segnale! È nato il Figlio di Dio!».

E Traccia di Dio, pieno di gioia, si mise a ridere.


 
Montserrat del Amo




Il Cantico degli Angeli
di
William-Adolphe Bouguereau



Immagini da Google



40 commenti :

  1. Tua uguro un Buon Natale Pia

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  2. Ciao Pia, ho seguito con molta attenzione il "passaggio" degli angeli, e trovo tutto di un fascino unico, i colori, il significato tutto molto bello. La storia di "traccia di Dio" è emblematica del momento di magia che questi giorni ci raccontano.
    Ti confesso che i tuoi post sull'avvento, il modo in cui li hai "raccontati" mi hanno fatto vivere questo periodo in modo diverso, tornando agli anni dove era ancora viva la gioia e la serenità del Natale, ti ringrazio immensamente per il bellissimo dono che mi hai fatto.
    Ci sarà ancora l'occasione per gli auguri, ma per il momento ti posso solo augurare tanta gioia e serenità per i giorni a venire.
    Grazie ancora carissima Pia, a presto, Romualdo.

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  3. Che bella e tenera storia, Pia.

    Ogni cosa al posto giusto, come un puzzle.

    Racconto che esalta l'umiltà e l'obbedienza...

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  4. Ciao Pia, non sai quanto mi è piaciuta questa lettura e anche il quadro che hai scelto di abbinare.
    Ti auguro delle feste bellissime!

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  5. È semplicemente stupenda questa storia ricca di allegorie. Grazie Pia.
    Gioiose e serene festività. Baci e abbracci
    enrico

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  6. Pia, ecco qui il post che ieri pomeriggio risultava sparito ma è tornato stanotte (l'ho letto a notte fonda XD)
    Perché hai sempre sottolineato Dio? Non approvo ù__ù
    San Michele è meglio :p

    Buona domenica viola anche a te, e dopo il viola... iniziano le Feste per davvero!! XD

    Moz-

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  7. Grazie Enio!
    Felice Natale anche a te ed a tutti i tuoi cari.
    Ti abbraccio forte.🌟

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  8. Romualdo carissimo, ti ringrazio tanto. Le tue parole riempiono sempre il mio cuore di gioia.
    Grazie davvero.
    Gli angeli sono la mano, la parola, gli occhi ed il cuore di Dio.
    La cosa che mi piace di più, in questo brano, è il Dio artista e creatore e l'angelo che osserva ed ha un compito inconsapevolmente importante è ciò che corona tutto. Poi i significati sono molteplici ed eloquenti, quindi è inutile elencarli.
    Quello che hai provato però, non dipende da me, probabilmente sono solo il tramite. Però ti ringrazio per la tua testimonianza di gran valore.
    Sì, grazie, ti auguro anch'io giorni sereni fino al Natale, perché in quel giorno ho deciso di fare un post di auguri a tutti.
    Quindi alla prossima o come dico ogni tanto "a frappe`!".

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  9. Bravissima Gianna,
    Umiltà ed obbedienza, doni che molti hanno dimenticato.
    Grazie, ti mando un grosso smack!

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  10. Ciao Melinda!
    Non sai che felicità provo, quando qualcosa che posto piaccia davvero. Grazie!!!
    Ma il merito è soprattutto di chi l'ha scritto cioè del Amo.
    Per le immagini invece devo ringraziare un'amica del blog, lei mi ha dato dei suggerimenti validi ed ora ho l'occasione per farlo:

    "Grazie Audrey!".

    Divertiti anche tu! Perché questa è proprio il periodo giusto!!!
    Felicissime feste, smack!

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  11. Ciao Enrico.
    È con semplicità che diciamo cose valide, non è così? 😉
    Grazie a te, buone feste e tanta serenità, baci.

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  12. Caro Miki, hai ragione, ieri ho combinato un po` di casini.
    Avevo il collegamento ballerino che mi ha molto innervosita e mi ha fatto commettere l'errore di postare in anticipo. Siccome ci tenevo a pubblicarlo nel giorno giusto, l'ho cancellato e poi ripostato dopo mezzanotte. Meno male che son riuscita a non addormentarmi...
    Sei un buon osservatore sai...non ti sfugge nulla, mannaggia...
    Va be`, diciamo che anche se uno è sottolineato e l'altro no, li amo immensamente entrambi, 😋.
    Grazie, buona Domenica anche a te e non fare bisboccia nei prossimi giorni....baci.

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  13. Ciao Pia!!!
    Ancora tre giorni e ci siamo,il Natale di casa è pronto e sono emozionantissima, ci stiamo organizzando per la vigilia eheheheh :)))
    Una storia bellissima,io adoro gli angeli ma già lo sai...
    Ti abbraccio forte,bacii

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  14. Grazie Claudia!
    Anche noi ci stiamo organizzando...speriamo in bene...
    Per fortuna li ami...bacissimi cara, felice Domenica.

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  15. Sarebbe bello essere come Traccia di Dio".
    Grazie.
    Ciao Pia.

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  16. Splendido racconto incorniciato da un dipinto "angelico".
    Il colore viola poi è ricco di significato non solo per la tradizione cristiana...

    Un caro saluto!

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  17. Sarebbe magnifico!
    Grazie a te Gus. Bacio.

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  18. Ciao Lucia.
    Sì, lo so, il viola ha molti significati a volte contraddittori.
    Comunque lo trovo magnifico.
    Grazie per essere venuta a trovarmi, mi rende molto felice.
    Ti abbraccio forte, buon inizio settimana.

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  19. Sono un po' restio alle storie cattoliche o comunque che prevedano uno sfondo religioso, quinidi ammetto di non averla letta... ^^ ma ti porgo i miei più sinceri auguri di Buon Natale. ;)

    Ispy 2.0

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  20. Passo per augurarti delle serene feste.
    Saluti a presto

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  21. Ispy grazie per la tua sempre gradita sincerità,
    Siamo vari e con idee diverse e questo mi piace.
    Ti auguro anch'io con tutto il cuore un sereno e Buon Natale.
    Soprattutto ti abbraccio forte, ciao.

    RispondiElimina
  22. Grazie Vincenzo,
    avevo intuito che non saresti stato presente sul blog, quindi sono subito passata a salutarti.
    Ricambio con gioia i tuoi graditi auguri e ti abbraccio, ciao.

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  23. Oggi mi devo commuovere non c'è niente da fà', :-) quanto è bella la storia che ci hai proposto, mi piacerebbe tanto che tutti coloro che nella vita per un motivo o per un altro sono convinti di intralciare e si spostano per lasciar spazio agli altri, come Taccia di Dio, possano scoprire la loro importanza e gioire per questo. Auguro a te e alla tua famiglia di trascorrere un Natale felice e un anno nuovo all'insegna della serenità, ciao Pia ti abbraccio !

    RispondiElimina
  24. Grazie Sciarada!
    Ora tu hai commosso me...
    Baci carissima. Felice e sereno Natale! 💞🌌🌟

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  25. Che bella questa spiegazione sul colore viola e sul suo significato! Sai che è uno dei miei preferiti? :)

    Buon avvento a te, e ormai ci siamo, il Natale sta arrivando :)

    p.s: ti ho "taggata" in un giochino da me, quando vuoi e hai modo passa a vedere, mi farebbe piacere partecipassi :)

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  26. Bellissima storia Pia...e commovente, la pittura poi che hai abbinato è stupenda. W. Bouguereau è tra i miei pittori preferiti, pubblico spesso anch'io sue opere. Gioia e serenità accompagnino le tue feste. Abbraccione Stefania

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  27. La storia, anche se lunga è molto bella. Io con poche parole ti auguro un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo.

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  28. Pia, chiedo venia -.-' :(
    arrivo sempre tardi, ma credimi non è colpa mia ma del tempo tiranno.
    Grazie per questo bellissimo post che nonostante la stanchezza ho letto con tanto interesse. Ci hai regalato degli appuntamenti favolosi facendoci scoprire tante cose ;D
    Ti abbraccio mia cara amica e visto che ho paura di arrivare in differita tra qualche giorno ti anticipo gli auguri. Spero sia un magico Natale e che ti porti tanta gioia, felicità, serenità e amore. Un mega abbraccio :*** <3

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  29. Che splendida storia, delicatissima in tutte le sue fasi. L'ho letta con grande interesse e commozione.
    Grazie cara Pia!!! Ti auguro di trascorre queste feste in grande serenità e gioia!!!
    Ti abbraccio forte!!!

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  30. Un sincerissimo Merry Christmas …che la magia di questi giorni possa rimanere nel tuo cuore e non abbandonarti mai. Un abbraccio da pia

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  31. Beata te che sei così credente. Ti ammiro ma un po' mi fai rabboa, perché io non ci riesco. Dicono che invecchiando ci si avvicini a Dio -per la paura non per discernimento e questo sarà umano ma fa schifo- a me invece sta succedendo il contrario, più passa il tempo più i dubbi aumentano. Sto leggendo il Corano. Non divento musulmano, ma visto dall'altra banda tutto il castello di chiacchiere messo su dalla Chiesa di Roma sembra proprio di carta. Mah! Spero che arrivi un qualcosa che mi illumini.
    La cosa più interessante del tuo lunghissimo post -scritto benissimo complimenti- è stato il quadro di William-Adolphe Bouguereau, che già conoscevo, per averne già visto una foto.
    Da pittore non posso che ammirare l'assoluta perfezione delle pennellate e dei chiaroscuri. Non è il mio stile preferito, ma quando un quadro è dipinto coi controca**i bisogna ammetterlo.
    Ciao, sorellina della sorella maggiore della sorellina di Maria, se non ci si incontra domani ti faccio tantissimi auguri per un Natale felicissimo coi tuoi. Se la incontri dà da parte mia un bacione alla tua sorellona, dille che glielo manda un vecchio brontolone, e uno anche a te, se capiss!

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  32. Ciao Maurizio!
    Nel colore viola c'è forse qualcosa di speciale che non riesco a spiegare, in realtà. Piace molto anche a me.

    Grazie, ci siamo è la vigilia ed io ho ancora miliardi di cose da fare...e sto qui a crogiolarmi con il blog...aaargh!...

    P.s. il termine tagghare, mi fa ridere e sai perchè?
    Mi da la stessa sensazione del termine trappola...ahahahah...
    Certo che partecipo, bacio.

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  33. Ciao Stefania,
    grazie, hai ragione, quest'opera è stupenda.
    Felicità immensa auguro a te ed a tutta la tua famiglia.
    Ti abbraccio.

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  34. Elio carissimo,
    le tue parole sone le più intense e più vere.
    Grazie auguro lo stesso a te ed alla tua famiglia con tutto il cuore. Baci.

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  35. Ciao Audrey,
    amica mia carissima, non preoccuparti, gli impegni sono tanti ed è meglio prendersi i giusti tempi per tutto.
    Certo che hai avuto una forza incredibile a legger tutto, se era per me...sarei crollata...ahahahahah...
    Comunque grazie, ti auguro un sereno e felice Natale e ti abbraccio fortissimo, bacio.

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  36. Annamaria carissima, grazie!
    È vero, è estramamente ricca di dolcezza. Mi commuovono sempre anch'io leggendola.
    Grazie ancora e felici feste in famiglia e con gli amici, abbraccioni. 🌟

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  37. Ciao Pia!!!
    Merry Christmas anche a te.
    Sì, che la magia sia sempre nei nostri cuori e che non ci abbandoni mai.
    Grazie, baciiiii...🌟😘

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  38. Mio amico grandioso, ciao!
    Come sempre leggo tanta intelligenza e saggezza nelle tue parole.
    Sai trovo sia molto sbagliato credere per paura. È sbagliato e deleterio.
    Invece è molto giusto se, constatando di non aver trovato risposte alle proprie domande, si continui a cercare, nonostante l'età ed in altra fede.
    Però studiare il Corano è strepitoso. In che lingua lo stai leggendo?
    So che il senso, con le varie traduzioni può cambiare.
    Comunque la fede è qualcosa di molto personale, inoltre già ho difficoltà a capire la Bibbia, figurati se mi immergersi in altre fonti di lettura religiosa. Qualcosa so già, ma è complicato per me.

    Questo quadro, come anche alcune sue altre opere, è bellissimo.
    Anche se prediligiamo altri generi, non si può certo negare se c'è, bellezza e consapevolezza artistica di un autore.
    Qui, ci sono entrambe ed anche qualcosa in più.

    Grazie per gli auguri, appena la vedrò farò ciò che mi hai scritto.
    Intanto ti faccio tantissimi auguri di Buon Natale anche alla tua Annamaria che devi assolutamente baciare ed abbracciare per me.
    Felici feste con chi ami, ciao.🌟

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