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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


lunedì 31 marzo 2014

"Mani in pasta"


Una cosa che mi ha sempre divertita molto è stata, guardare la mia mamma o la mia nonna mentre preparavano la pasta fatta in casa.
Non perché desiderassi mangiarla (pensandoci bene, forse anche per quello) ma perché avevano sempre "le mani in pasta".
Infatti ricambiando i miei desideri non espliciti, mi davano qualche pezzo di pasta da lavorare, con risultati
davvero innaturali.




 

 

Ma non voglio parlare di cucina, desidero invece farvi divertire con qualcosa che ha sì a che fare con la farina, ma che non si mangia
(mi dispiace amici uomini).
 
Sto parlando dei lavori con
la pasta al sale.

È talmente divertente che anche se capita di sbagliare, non osi distruggere ciò che hai fatto, almeno a me capita così.
Inoltre è semplice perché il materiale usato è naturale e facile da lavorare.

Cominciamo con l'impasto, le dosi sono:

1 parte di farina rigorosamente '00',

1 parte di sale super raffinato,

e per non sbagliare, aggiungere l'acqua un poco per volta fino ad ottenere una pasta morbida e non appiccicosa.

Per fare in modo di compattare bene l'impasto ed evitare inutili screpature,
aggiungiamo anche a scelta:

un cucchiaio di colla vinilica o colla da parati in polvere.
 Si può utilizzare al loro posto anche glicerina e oli alimentari, limitando le dosi, mi raccomando.

Adesso la coloritura, per me ovviamente la parte più divertente.
Si può aggiungere nell'impasto colori a tempera o a scelta colorare i pezzi dopo la cottura o l'essiccazione.
 

Con un po' di fantasia e se vogliamo solo cambiare tonalità alla pasta lasciandola parzialmente naturale, all'impasto aggiungo spezie e coloranti naturali,
per esempio farina integrale, cacao, cannella, caffè liofilizzato, zafferano, ecc.

Prima di modellare la pasta, ho l'abitudine di far riposare il tutto per un'ora, così facendo diventerà più malleabile perché gli ingredienti saranno ben amalgamati.

 








 
 
Dopo il dovuto divertimento, abbiamo la parte
più delicata del lavoro,
l'essiccazione che può avvenire in maniera naturale, avendo cura di riporre le forme in un luogo né troppo asciutto né troppo umido ma soprattutto caldo.
Oppure con la cottura in forno forse la parte più difficile.
 
Vi spiego minuziosamente.
 
I pezzi devono essere messi in forno ad una temperatura molto bassa (suggerisco la temperatura che va dai 60° ai 90° ed il tempo varia dalle 5 alle 10 ore). Purtroppo non posso dare un' indicazione precisa perché la cottura può variare, per non sbagliare metterlo nel forno spento specie se l'aria intorno è umida.
Per evitare che si formino delle bolle inizialmente è meglio tenere aperto il forno.
Dopo la cottura ( di solito 30 minuti se le forme sono piccole) appoggiamoli ad asciugare su ripiani di legno che hanno la capacità di assorbire l'umidità ed infine portiamoli all'esterno (mi raccomando sempre attenzione al livello di umidità).

Alla fine per rendere l'effetto più brillante si può utilizzare un pò di flatting.

Questo è tutto, divertitevi adesso e mi raccomando, non combinate guai!
 



 Immagini da Google
 
 

venerdì 28 marzo 2014

Primavera



Signore e signori la primavera di notte.




Nel cuore un brivido 
ed una speranza.
L'inverno è passato
l'estate avanza.
Corpi in disordine
torniamo nuovi,
tanti sorrisi
niente rancori.

                  SPR.



sabato 22 marzo 2014

Bontà vostra!


Bontà 
di 
Edmondo De Amicis


immagine dal web

I.

Quella bontà che nel mio cor rinviene
la bella anima tua fervida e pia
non è che un’amorosa cortesia,
la cortesia dell’anime serene.

È una bontà che dal voler non viene,
è un istinto di pace e d’armonìa,
è una dolcezza che la madre mia
mi trasfuse nell’ossa e nelle vene.

E non è mia virtù, ma mio destino;
non merta il nome benedetto e santo
a cui la fronte reverente inchino;

ho l’indulgenza, la dolcezza, il pianto,
come ha il trillo gentile il cardellino:
la mia bontà, diletto amico, è un canto.
[p. 10]

II.

E chi m’offende con maligna mente
non lo sdegno o lo sprezzo o l’odio o l’ira,
ma una grande tristezza in cor m’ispira,
una grande tristezza solamente.

E non solo a colui che il fa dolente
il cor perdona, e l’amor suo sospira,
ma sè stesso condanna e in sè s’adira
chè altrui non sa ispirar quello ch’ei sente.

E le censure acerbe, e il franco e duro
disdegno, e i colpi apertamente intesi
a umiliar l’orgoglio mio, non curo;

è l’odio freddo che il mio cor deride,
è l’odio di color che non offesi,
questa è l’arma spietata che m’uccide.
[p. 11]

III.

Oh chi afflisse o ferì l’anima mia,
o nei begli anni dell’età ridente,
o nell’età che in lotte aspre e cruente
la gentilezza del perdono obblía,

venga, venga da me, qualunque sia
la sua fede, il suo nome e la sua mente,
venga superbo o triste o sorridente,
e incontrerà il mio bacio per la via.

Venga da me in un giorno di dolore,
mi troverà una lacrima negli occhi
ed un fraterno palpito nel core;

e stringerò il suo capo sul mio petto
e gli porrò i miei bimbi sui ginocchi
e sarà benvenuto e benedetto.
[p. 12]

IV.

E mi si disse: — muterai natura
sotto il morso crudel dei disinganni;
l’angelo de’ bei sogni aprirà i vanni,
aprirà i vanni coll’età matura.

Voce bugiarda! è giunta la sventura
e l’onda amara dei virili affanni;
ma sento sempre il cor come a vent’anni
e il sogno dell’antico angelo dura.

E cangi il mondo, rimarrò qual sono;
e vecchio, solo, derelitto, irriso,
avrò ancora nell’anima il perdono;

e fin che non sarò nel cataletto,
sulla mia bocca brillerà un sorriso
e nel mio core fremerà un affetto.


Che considerazione abbiamo noi
 di una persona buona?
Quali atteggiamenti abbiamo o dovremmo avere nei loro confronti?
Esiste per davvero la gente buona e che significa esserlo?
Noi ci sentiamo buone?

Dubbi, tanti dubbi e nessuna risposta giusta nel mio cuore.
Continuerò il mio cammino con la consapevolezza che una risposta c'è o ce ne sono.
Vedremo.
presto.


giovedì 20 marzo 2014

Grazie!



Qualche giorno fa un mio amico mi ha fatto questo grande dono, davvero inaspettato.







Ringrazio di cuore Enrico autore di  Amici in allegria.

Ho scoperto il suo blog con grande gioia e il premio che gli è stato fatto è assolutamente meritato. È socievole, allegro, e la sua casa lo rispecchia in pieno. Adoro il suo senso dell'ironia, riesce a rendere ogni argomento, anche il più impegnativo ed intelligente molto leggero e adatto a tutti.

Non so perché abbia scelto di darlo anche a me inesperta viaggiatrice di piattaforma, però lo ringrazio infinitamente.

Le regole da rispettare sono:

Mostrare il logo del premio ricevuto sul proprio blog.
Ringraziare il/la blogger che vi ha nominato.
Scrivere sette cose su di voi.
Nominare altri 15 blogger.
Mettere il link dei blog nominati e informarli del premio ricevuto.


Amo il mio blog e mi diverto ad aggiornarlo quando posso, solo questo posso dire con sicurezza.

In quanto ai miei nominati sono, di sicuro meno di 15:


Doremifa-sol di Mariella.


dtdc  di Bruno.


Gioire in Musica di Annamaria.

WEB SUL BLOG del misterioso Cavaliere oscuro del web.

De qua e de la di Elio,
 anche se ne hai ricevuto uno simile, il nostro è più bello 😜 
(senza offendere nessuno spero).

intuttaconfidenza2di Flor. 

Chieti 2° Millennio di Enio.

Soffio di Soffio.

Colori e parole di Gabe di Gabe. 

Chiudendo in bellezza c'è
Fantasie Luccicanti  di Claudia.
Anche se già ne possiedi uno, vale come per Elio.

Per me sono loro i più versatili, anche se diversi altri blog che seguo sono meravigliosi nella loro specificità.

Ringrazio vivamante il mio amico Enrico e vi abbraccio tutti. Ciao.






lunedì 17 marzo 2014


Immagine da Google











Sono arrabbiatissimaaaaaaa!!!!!!
Ho appena finito di scrivere il post, all'improvviso mi scompare, haaaghhh!!!
Non mi contengo, perdonate il mio sfogo.
Mi dice che l'ID è errato!!!!!, ma stiamo scherzando?????
Mi sento peggio di una iena.
Va bene...va bene...adesso mi riprendo, haaaaghhhh!!!!!


venerdì 7 marzo 2014

Rinascita primaverile



Ammetto che oggi non è un buon giorno per me, mi è successo di tutto.
Per tirarmi un po' su ho deciso di pensare a tutto ciò che è bello per me, così mi sono ricordata che oggi è la giornata dedicata alle donne.
Domani invece è la festa delle donne e quindi ho deciso di farmi una siringa di buon umore con delle splendide immagini ed anche con un po' di buona musica.




Se siete di cattivo umore anche voi fate come me!
Un abbraccio fortissimo! 


Da YouTube

P.s. adesso mi sento meglio.

Immagini dal web


mercoledì 5 marzo 2014

Maloenton e gli Osci



Continuo a raccontarvi della mia splendida città.


Secondo ciò che sappiamo dai vecchi scritti, le origini del nostro territorio sono risalenti al paleolitico.
Ci sono testimonianze della presenza preistorica dell'uomo nel territorio di Castelvenere, in provincia di Benevento.



qui ritrovamenti di palafitte e di numerosi reperti.

Per quel che riguarda la nascita, con certezza si sa che il suo nome originario è
 Maloenton "ritorno delle greggi".
Infatti era il luogo dove avveniva la transumanza di genti che con i loro tratturi, dagli Abruzzi si portavano alla Puglia.

In realtà la sua fondazione è dovuta al popolo degli
Osci.



Siccome per me molto importanti sono le origini di un popolo, maggior attenzione ci sarà da parte mia nei confronti di esse, anche se sembrerà di andate fuori tema.


Gli Osci o Oschi
 erano un popolo indoeuropeo appartenente al gruppo osco-umbro.
Originatisi dai Sabini attraverso un rito di Primavera sacra.

Questo in particolare mi ha colpito, perché spiega il motivo per cui nacquero diversi popoli sullo stesso territorio. Veniva celebrato nei momenti di crisi o di carestie ed era molto diffuso presso i Sabini. Per gli Osci consisteva nella promessa fatta al Dio Marte (mentre per i Sabini era al Dio Mamerte) di offrire in sacrificio tutti i primogeniti nati dal 1°Marzo al 1°Giugno.

Gli animali venivano effettivamente sacrificati, mentre i bambini divenivano sacri al loro Dio per poi, giunti all'età adulta, emigrare per fondare nuove colonie.

I popoli che nascevano si distinguevano dal loro animale sacro e da essi venivano ispirati per la localizzazione del territorio in cui stabilirsi.
 Per i Sanniti nati dai Sabini il totem era il Toro selvaggio,


Uno dei gonfaloni della
 provincia di Benevento

mentre per i Lucani il Lupo.

Gli Osci del gruppo osco-umbro si unirono ai Sanniti intorno al V secolo a.C.
Infine si insediarono nella loro sede storica l'Opicia anche prima del I millennio a.C. unendosi infine alla presistente popolazione latino-fallica detta Opici.
Le genti Osche fondarono anche Pompei ed Ercolano nel VI secolo a.C., Alife ed Atella.




Quest'unione ci fu per lungo tempo fino a quando i Romani non invasero questi territori causando le famose
 Guerre sannitiche.

C'è ancora tanto da dire e come sempre vi rimando al prossimo post.
Un abbracciooooo...


Immagini dal web




lunedì 3 marzo 2014


 Giusto una domanda:
       la guerra si avvicina?




 Perché è così difficile averla (la pace)!

P.s. Grazie Cavaliere oscuro del web! ;D


Immagine dal web