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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


sabato 31 maggio 2014



Immagine dal web


Come dico sempre, in un blog bisogna soprattutto divertirsi. 
Allora ho pensato che per me è divertentissimo l'arte degli indovinelli. 
Quindi ho deciso che ogni giorno, per un po` di tempo (forse due giorni, forse dieci, ne scriverò uno). 
Chi indovinera` per primo vincerà il "mangolino d'oro" virtuale.
Infine tutti i vincitori avranno una loro classifica.

Quindi cominciamo:

Osservate l'ordine in cui sono disposti i numeri:

5 - 10 - 2 - 9 - 8
4 - 6 - 7 - 3 - 1

Con quale criterio sono stati ordinati?


P.s. Mi raccomando, non barate andando a curiosare su Internet le risposte!



martedì 27 maggio 2014

Da cosa nasce cosa

 
 
 
Sono sempre stata convinta che, se si ha un'idea da esprimere, la si può fare in qualunque modo.
 
 
 
 
Quando osservo ciò che l'uomo riesce a fare con la semplice fantasia ed un pizzico di manualità, rimango (quasi come un'ebete) lì ad osservare, estasiata, ogni singolo movimento.
Infatti non c'è solo la pittura, la scultura o l'architettura, ma c'è per esempio l'artigianato o i creatori di scultorei dolci.
 

 

 
 
E proprio su quest'ultimi cade ora la mia attenzione.
Premetto che non è assolutamente il mio campo, in realtà voglio esprimere, più che altro, la mia ammirazione per tutti coloro che riescono a fare arte anche in cucina.
Quando ho visto per la prima volta un dolce a più strati, dall'aspetto assolutamente perfetto, la mia esclamazione è stata: "ma come ha fatto?".
Così ho deciso di conoscere meglio la preparazione di certe coperture fatte con lo zucchero, che sono talmente malleabili da permettere di modellarle in qualunque modo, capaci di creare splendide decorazioni.
Parlo della pasta Marshmallow Fondant (MMF).

     
 
 
 
In realtà i Marshmallow sono delle caramelle americane di zucchero morbide, buonissime da mangiare.
La ricetta è semplice, per ricoprire in dolce di 26cm ricavando anche qualche decorazione, gli ingredienti sono:

- 330g di zucchero a velo

- 150g di Marshmallow

- 3 cucchiai di acqua

La preparazione richiede un pizzico di attenzione, ma non è complicata.

Prima di tutto poniamo a bagnomaria i Marshmallow con tre cucchiai di acqua.
Volendo si può utilizzare il forno a microonde, in questo caso poniamo questi zuccherini in una ciotola con due cucchiai di acqua, inseriamola poi nel forno per 20 secondi a 750w.

Utilizziamo 100g zucchero a velo sulla spianatoia, mentre 150g la mescoliamo ai Marshmallow sciolti, incorporiamo il tutto lentamente.

Rovesciamo poi il composto sulla spianatoia precedentemente zuccherata ed impastiamo, avendo cura di ricoprirne bene le mani e soprattutto prestando massima attenzione al composto che sarà molto bollente.
Aggiungere il resto dello zucchero (105g) ricoprendo l'impasto ed infine lavorarlo bene. Inizialmente potrebbe risultare appiccicoso, ma non demordete.

Alla fine otterremo un panetto che ricopriremo di pellicola. Riponiamo infine il tutto nella nostra credenza e non in frigo per 24 ore.

Questo preparato si può conservare a lungo anche per mesi. 

Mi raccomando di non usare Marshmallow già zuccherati, di utilizzare sempre zucchero comprato contenente amidi per una migliore resa dell'impasto e di utilizzare preferibilmemte coloranti in gel.

Ed ora una carrellata dei dolci stupendi fatti dalla mia splendida e bravissima cognata.
Buon divertimento.
 

 
 
  

   

 
 

 
 

 
 

 
 
   
  

 
 

 
 
Grazie Ai per le splendide foto.
 
Un abbraccio a tutti.
 
 
    Le immagini sono private, di conseguenza ne è vietata la riproduzione.
Chi volesse utilizzarle dovrà farne richiesta.
 



sabato 24 maggio 2014

Senso di H(R)umor



Ciao a tutti. 
Domani si vota e non si sa se c'è da piangere o da ridere, io nell'attesa opto per il sorriso. 
Se vi va di farlo con me leggete qui sotto.




 
 

 
 


 
 


 
 
 



 
 
 
Non c'è intenzione di giudicare solo di divertirsi, quindi prendete tutto con leggerezza.
A presto.
 
 
 
Immagini dal web
 
 
 

lunedì 19 maggio 2014

Questa nuova e sconosciuta arte!


Nel mondo artistico Postmoderno, molte sono le correnti alcune conosciute, altre meno.

Tra di esse c'è quella della Pittura concettuale, dove si valuta di più l'intuizione o l'azione di costruzione di un'opera anzicchè la realizzazione della stessa. Come per esempio Pollock che per realizzare qualcosa utilizzava il suo corpo, ma di questo ve ne ho già pienamente scritto.

La mia intenzione è di considerare l'arte ancora non molto conosciuta, un pò perchè è attuale ed in piena realizzazione, un pò perchè non se ne pubblicizza abbastanza.
La mia attenzione quindi ora cade sulla
Transavanguardia
 ed in particolare su di un'artista che a me sta particolarmente a cuore, ma andiamo con ordine.




Ciò che fa questa nuova corrente artistica è di ritornare a porre l'importanza sul disegno, il colore, la tecnica, che si è un pò persa nel corso degli anni.
Si pone maggiore attenzione alla gioia della pittura, al ritorno dell'uso del pennello sulla tela o delle mani nella materia ed il nome Transavanguardia nasce negli anni '80, grazie al critico d'arte Achille Bonito Oliva che ne conia il nome e ne teorizza il profilo dando riconoscibilità al movimento italiano.
La definizione di Achille Bonito Oliva:

"La transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell'inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un'immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione".

Il riconoscimento avviene alla Biennale di Venezia nel 1980.
Gli artisti conosciuti come precursori sono:
Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria, Mimmo Paladino a cui in seguito si aggiusero Mimmo Germanà, Ernesto Tatafiore ed altri.

In seguito nell'82 grazie alla rassegna internazionale "Transavanguardia Italia/America" tenutasi a Modena nella Galleria Civica, questo movimento si inserisce a livello internazionale in rappresentanza dell'arte moderna italiana.

Quindi quel che si vuol fare è costruire un'opera restituendola all'immaginario collettivo, con l'intenzione di raccontare quel che si sta facendo in modo personale, ma facendo si  che sia lo spettatore, colui che guarda, a dare un senso a ciò che si è fatto.
Costruire un'opera fatta di storia, motivazione dell'artista e scelta del luogo, senza apparentemente dare un senso finito. L'intenzione ultima è solo quello di rendere il tutto piacevole alla mente ed ai sensi.

Gli artisti citati sono tutti grandi, però credo che molto ci ha proposto ed attira da sempre la mia attenzione
Mimmo Paladino.




Nasce a Paduli (Bn) nel 1948 ed è pittore, scultore ed incisore.
Il suo vero nome è Domenico, ma da tutti è conosciuto come Mimmo.
Inizialmente si interessa alla fotografia e questo è importante per comprendere meglio il suo lavoro che spesso risulta molto scenografico.
Dopo gli studi artistici, visita la Bennale di Venezia nel 1964, dove si avvicina alle opere pop degli artisti americani.
Durante la sua prima esposizione alla Galleria di Napoli, conosce il critico d'arte Achille Bonito Oliva.
In seguito nel '77 si trasferisce a Milano e nello stesso tempo partecipa ad un'importante rassegna "Internationale triennale Fur Zeichnung" a Breslavia in Polonia.
Inizialmente orientato all'arte concettuale di quegli anni, da ora in avanti si inizia a riconoscere il cambiamento nel suo ritorno alla pittura.
Il suo "Silenzioso, mi ritiro a dipingere",




è indicativo di ciò che stava ormai accadendo nell'arte.


Ma Mimmo Paladino è inizialmente in America e precisamente a New York che ottiene i primi riconoscimenti.


Così i suoi lavori continuano ad essere sempre più fantasiosi, quasi magici, dove la storia si trasforma, entrando nel contesto storico del momento, unisce presente e passato, non cadendo mai nel banale.
Affascinato dal Medioevo spesso ci propone evocazioni di quel periodo.

Realizza un'importante opera anche a Benevento,
l'Hortus Conclusus.



 

Questa è l'unica che vi descriverò, perchè sarebbe difficile farlo con tutte, sono talmente tante ed inoltre sono evidentemente di parte.

Il significato etimologico è "Giardino Chiuso",
infatti viene realizzato nel 1992 all'interno di uno degli orti del Convento di S. Domenico a Benevento,
 collaborando con gli arch. Serino, Palmieri ed il designer Cannata.

La scelta del sito è voluto;
infatti  l'artista vuole un luogo protetto, quasi segreto, dove importante è la meditazione, in assoluta solitudine.
Qui troviamo elementi che riportano alla storia fatta di guerre, come quelle Sannitiche o Longobarde.
Ma lo scenario sembra voler evocare un ritorno alla pace.
Il punto focale è il Cavallo con una maschera d'oro,

 


che ricorda quella di Agamennone, quasi evocando il mito del Cavallo di Troia.
Potrebbe riportare alla mente anche gli Achei che ricoprivano i volti dei loro defunti con delle maschere.
Riferimento ai Sanniti sono gli Elmi sparsi un pò ovunque
ed allo Scudo,




 che sembra essere stato lanciato dal cielo da un misterioso Dio guerriero che con gran forza lo scaglia incastrandolo al terreno.

Poi vediamo una figura dalle braccia allungate con appoggiate delle piccole teste, qui scorre l'acqua e la rievocazione sembra di una qualche divinità che simboleggia la rigenerazione.






Questo video è l'unico che mi sembrava adatto a farvi comprendere una piccola parte di ciò che vi ho descritto.




Già nel 1992 si riconosce tutta la sua arte, che sperimenta nella pittura, scultura ed anche nelle scenografie ed incisioni.

Ecco altre opere tutte bellissime.
 







































Vi dirò solo il titolo di quest'opera:
San Francesco.

Concludo dicendo che le sue testimonianze le troviamo in tutti i pricipali musei del mondo, tra cui il
Metropolitan Museum of art di New York.
Queste sono le sue parole quando ci spiega un pizzico della sua idea artistica:
"Lo spazio è una circostanza non determinante.
Le dimensioni di un tavolino possono essere sufficienti a provocare tensioni e strategie degne del più vasto affresco".

Ed ora vi saluto tutti,
ciao, ciao.

Immagini da Google