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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


mercoledì 30 luglio 2014

Curiosità quasi spiegate dal mondo.



 


Tornando alla nostra splendida Nasca e alle sue linee del deserto, ora vi porto a fare un volo per farvi ammirare dall'alto queste impressionanti figure.

Come abbiamo già detto ci troviamo nella Pampa di San Josè, anche se questi Geoglifi li troviamo anche nelle limitrofe Pampas di Jumana e Colorada.
Oggi questa pianura è attraversata dall'autostrada Panamerica e da strade dirette alle vicine miniere d'oro e di rame, i cui camion hanno provocato seri danni alle figure.
Osserviamo che a nordovest abbiamo:
Il Colibrì(50m), il Pellicano, il Serpente, il Condor (120m), il Tucano (raffigurato in volo, unico uccello dalle linee curve), le Mani (presso il rilievo detto dell'Osservatorio), l'Albero, e il famoso Ragno.
Molto famoso perchè rappresenta un raro Ricinulei amazzonico, la precisione è impressionante.




















  
   
Più in basso, verso sud, compaiono i Geoglifi con la figura di un Cane, della scimmia, del Lama, della Balena.
  
   




Foto by Pia


   

A sudest, in alto troviamo la Gazza, un uccello con corpo di colibrì e testa di serpente (275m), la Lucertola (180m), l'Orca, un serpente arrotolato.
Chiedo scusa per la Gazza e la Lucertola dei quali non ho trovato immagini corrispondenti.
  






  
Agli astremi troviamo due figure umane intere molto particolari.
Due personaggio a braccia alzate con testa tonda ed occhi grandi.







È stata anche scoperto un'enorme figura di Candelabro presso Paracas, su una duna sabbiosa di fronte alle isole Ballestas.
Il significato di questa figura è per ora oscuro.
 
 
 


Purtroppo ancora non si conoscono i significati di tantissime altre figure geometriche e non.










  



 

Gli archeologi che hanno studiato e che ancora studiano questo territorio sono tanti.
Il primo risale al 1927 con l'archeologo peruviano Toribio Mejìa Xesspe che analizzò soprattutto le grandi linee geometriche attribuendole a spazi sacri per riunioni religiose.
Poi ci fu la volta del suo collega professor Paul Kosok dell'università di Lon Island che considerò i geoglifi "il più grande libro astronomico del mondo", per lui rappresentava un calendario, nel 1939.
Anche la più famosa tra gli studiosi Maria Reiche nel 1946, considerò tali disegni come un gigantesco calendario astronomico ad uso agricolo.
Poi ci fu Philis Pitluga che disse lo stesso.
Ma nel 1967 l'astronomo Gerald Hawkins (lo stesso che studiò Stonehenge) smentì tutto.
Avvallato poi dall'italiano archeologo Giuseppe Orefici che condivide l'iniziale ipotesi di Xesspe, soprattutto per ciò che riguarda le linee che per lui hanno funzioni di tracciati processionali.
Infine tre Necropoli sono state scoperte presso Nasca precisamente a Chauachi, che ci hanno fatto comprendere meglio alcuni particolari.
I ritrovamenti di oggetti appartenenti a tre diverse generazioni culturali, che producevano tessuti, ceramiche ed altro hanno rivelato le stesse raffigurazioni di animali che sono state trovate nella Pampa.
Soprattutto uccelli della pioggia, perchè per loro l'acqua era il bene più prezioso.
 
 
  

Come ultima rivelazione una delle leggende Aymarà (popolazione del lago Tititaca);
essa dice che
il dio dell'acqua si alza in volo ogni anno dalle cime delle Ande per portare la pioggia, garantendo la vita alla pianura desertica (il Condor migra in quella direzione durante la stagione delle piogge).
Quindi ecco svelato gran parte del mistero:
I geoglifi e le linee sono legate al culto dell'acqua e della fertilità.
I disegni sono rivolte alle divinità del cielo e le piste e le linee sono percorsi processionali ed anche itinerari verso pozzi lontani o zone con riserve sotterranee di acqua.
Questo è stato il mio viaggio che mi ha portato a svelare alcuni dei più grandi misteri antichi.
Ma ce ne sono ancora tanti, forse un giorno ve ne parlerò.
Grazie per la pazienza e un caloroso saluto a tutti voi.
Ciao.


Immagini da Google 
Riferimenti da fonti private 
 

sabato 26 luglio 2014

Dai che ci riprovo!



  

Siccome ho un'enorme simpatia per questa splendida amica, non posso fare a meno di divertirmi con lei aderendo alla sua iniziativa.
Sto parlando di
Audrey
Accetto la sfida e mi catapulto nel suo
Il Simbolismo di un viaggio tra sogno e realtà.
   

  
La fantasia è il mio elemento, amo viaggiare con la mente (forse anche perchè non posso farlo molto nella realtà).
Così prima mi immergo nell'idea di un'improbabile paesaggio,
dove la bellezza irreale supera la fantasia.


     

Poi lentamente incomincio a subire delle piccole trasformazioni, prima una farfalla che si libera leggera nell'aria che si fonde nel paesaggio divenendo presto ninfa o fata,
volteggio trasportata dal vento.
  
    

 
Così finalmente i miei pensieri si riappropriano della realtà.

L'Arte il mio primo amore, mi concede un pò del mio girovagare facendomi poi ritrovare nel mio vero mondo, precisamente nella Galleria degli Uffizi a Firenze, 
proprio di fronte alla splendida opera del Botticelli,
La Primavera.




Oooopss,
ma sono nella realtà o sto ancora sognando?


Ciao Audrey, grazie sono felicissima di averti ascoltata.
Spero che ti piaccia e soprattutto che io abbia capito ciò che desideravi da me.
Sono ancora in tempo vero?
Baci.


Prima di continuare


  
   
Siccome ho un'enorme simpatia per questa splendida amica, non posso fare a meno di divertirmi con lei aderendo alla sua iniziativa.
Sto parlando di
Audrey
Accetto la sfida e mi catapulto nel suo
Il Simbolismo di un viaggio tra sogno e realtà.
   

  
La fantasia è il mio elemento, amo viaggiare con la mente (forse anche perchè non posso farlo molto nella realtà).
Così prima mi immergo nell'idea di un'improbabile paesaggio,
dove la bellezza irreale supera la fantasia.
  
    

  
Poi lentamente incomincio a subire delle piccole trasformazioni, prima una farfalla che si libera leggera nell'aria che si fonde nel paesaggio divenendo presto ninfa o fata,
volteggio trasportata dal vento.
  
    
  

Così finalmente i miei pensieri si riappropriano della realtà.

L'Arte il mio primo amore, mi concede un pò del mio girovagare facendomi poi ritrovare nel mio vero mondo, precisamente nella Galleria degli Uffizi a Firenze,
proprio di fronte alla splendida opera del Botticelli,
La Primavera.

 
     
Oooopss,
ma sono nella realtà o sto ancora sognando?


Ciao Audrey, grazie sono felicissima di averti ascoltata.
Spero che ti piaccia e soprattutto che io abbia capito ciò che desideravi da me.
Sono ancora in tempo vero?
Baci.
      

Immagini da Google
   
   

giovedì 24 luglio 2014

Curiosità quasi inspiegabili dal mondo.



Quanti misteri ci sono nella nostra vita.

Stiamo sempre attenti e non ci facciamo sfuggire nulla...ah sì... e poi ecco che succede all'improvviso qualcosa che mai ci saremmo aspettati, alla quale non sappiamo e non riusciamo a dare la seppur minima spiegazione.
"È questione di tempo"




 diciamo,

 ma poi neanche il tempo ci aiuta a risolvere i misteri che comunque ci sono nel mondo.

Mi hanno sempre detto che porsi domande è importante, ma se le risposte non arrivano o sono frammentarie, cosa facciamo?

Anche nella storia abbiamo dei piccoli enigmi mai risolti.
L'evoluzione umana ha avuto diverse fasi in cui le domande esigevano risposte sempre più precise e quando la realtà divenne troppo difficile da comprendere, si ricorse all'immaginazione.
Quando sogno, fantasia e persino religione non riuscivano a dare le dovute spiegazioni, l'uomo si rifugiò nel mistero, nell'ignoto, in presunte forze ed entità sconosciute.
Ci si accorse dell'esistenza di eventi naturali incontrollabili ed inspiegabili e le paure vennero esorcizzate tramite riti che divennero parte essenziale del comportamento sociale.




Ma l'uomo è sempre in continua evoluzione ed ora c'è la consapevolezza di essere circondati da testimonianze materiali che in parte possono dare una spiegazione di ciò che è avvenuto in epoche lontane.
Grazie anche all'archeologia che indaga in maniera scientifica sui vari elementi che ci sono pervenuti nel tempo.
Però nonostante ciò per molti luoghi ancora sono tanti i quesiti rimasti insoluti.
Ora il mistero si cerca in tutti i modi di svelarlo indagando sull'ignoto, sperando che il segreto venga prima o poi infranto.

Per questo ho deciso di farvi conoscere uno tra i posti misteriosi che mi hanno incuriosito.

Sto parlando della città di
Nazca.




È situata nel Perù meridionale, a circa 445 Km a Sud di Lima.
Qui il clima è costantemente caldo e secco. Infatti viene anche chiamata "La città dell'eterna estate ". la temperatura varia da 23°C a oltre 30°C in estate.

Ma più che altro voglio farvi conoscere ciò che nei secoli è ancora rimasto, di opere o meglio disegni misteriosi sui quali gli archeologi stanno ancora studiando.

Le chiamano
Linee del Deserto.




Sono situate lungo la pianura di sabbia arida e disabitata della fascia costiera del Pacifico e ricopre l'intera
Pampa di San José,
lungo il tratto compreso tra la città di Nasca e Palpa.
La sua estensione è di 520 Km.
È considerata "la più grandiosa opera grafica del mondo".

Questa enigmatica e grandiosa testimonianza fu lasciata dalle popolazioni appartenenti alle culture precolumbiane di Paracas e Nasca in un periodo compreso tra il 800 a.C ed il 600 d. C.

Il terreno di quest'area è di natura alluvionale ed è ricoperta da ciotoli e frammenti di pietra ferruginosa, resi scuri dall'ossidazione.

Secondo gli studi i disegni e le linee sono stati realizzati spostando le pietre superficiali lungo i contorni delle figure, definiti da bassi muretti, lasciando emergere il terreno sabbioso sottostante di colore giallo chiaro.
Si pensa che essendo i Paracas e i Nasca abili tessitori ed artigiani, loro partendo da piccoli disegni li realizzano sul loro telaio ingrandendoli, lo stesso abbiano fatto i loro antenati.
Infatti piantarono dei paletti nel terreno ai quali legarono dei fili di diversa lunghezza e col sistema del pantografo riuscirono a realizzare le figure.
Il ritrovamento di resti lignei e di fili nella pampa accanto agli antichi disegni avvalora questa stima.

Ma rimane comunque un mistero visto che nessuno può confermare tale ipotesi.

Le figure dette Geoglifi sono circa 30 e con Le linee arriviamo a circa 50. 

Gli studi recenti hanno fatto si che si potessero raggruppare secondo tre diversi periodi.





Per ora mi fermo qui, ma il bello deve ancora venire.
Baci.


Immagini dal web 
Riferimenti da fonti private 



mercoledì 23 luglio 2014


Io dico no alla guerra!


Per un giorno fermerò il mio blog.
L'idea è del mio amico
Chi vuol esser solidale faccia lo stesso.