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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


sabato 2 maggio 2015

Favola d'arte (2)



...

Una delle poche volte in cui non andò a scuola (voleva sempre essere corretta con i suoi cari, perciò era molto raro e difficile per lei marinarla), decise di fare una passeggiata per i giardini del suo paese...
Si trattava di una di quelle giornate pronta a prefigurarsi assolata e che di lì a poco, si sarebbe accesa di profumi e di colori ad ogni suo passo.
Il respiro era primaverile ed osservare la natura la rendeva felice e serena.

C'erano alberi pieni di foglie che il vento muoveva intonando una delle sue deliziose melodie...e lei cantava con loro...
C'erano fiori dai colori delicati che facevano capolino timidamente, quasi come se non volessero essere disturbate nel loro risveglio. Tutto ascoltava e tutto osservava...
Gli uccelli che a volte le accarezzavano il volto per l'atto di spingere l'aria così vicina a lei, con il loro movimento d'ali.
Si muoveva lentamente ed i passi erano molto silenziosi, nonostante il calpestio sul terreno coperto da pietrisco misto ad erba.

Nel frattempo fantasticava...immaginava come potesse essere la sua vita se avesse potuto creare i suoi disegni. Molto reali perchè amava il figurativo, ma anche di gran fantasia visto che li inseriva in luoghi senza tempo nè spazio...

Viaggiare era un'altro dei suoi desideri, vedere quei posti dove tutto era diverso da dove viveva...le case, la gente, le tradizioni, il cibo, la moda...
Voleva conoscere cose nuove, fare domande ma più di ogni altra cosa ascoltare...

Sapeva che sarebbe stato difficile, anzi impossibile per lei...era troppo discreta, sincera, altruista, ingenua soprattutto...come avrebbe mai potuto fare tutto quello che avesse desiderato, se il mondo...tutti lo dicevano...era anche maligno, ingannatore, falso...
Allora si diceva: "Imparerò, anche se dovessi metterci tutta la vita", ma con la fervida convinzione di non voler cambiare la sua essenza, nonostante tutte le delusioni che avesse trovato lungo la via della vita. 

Mentre pensava tutto questo, lei continuava a camminare con il suo lieve passo, il tempo passava e non si rese conto di quanto fosse tardi...

Il fatto è che stava succedendo qualcosa di strano, la luce che in quell'ora doveva essere più calda ed accesa, rimase rareffatta, come quando di mattina si alza il sole ed una leggera foschia ricopre di ombre ogni cosa...

Sembrava che il tempo si fosse fermato...ma forse non era così...

Per questo non si accorse di nulla...continuava a camminare e ad osservare...ma i pensieri rendevano i suoi sensi assenti, non riuscendo così a realizzare ciò che in realtà le stesse accadendo.

...









18 commenti :

  1. Mi hai fatto ricordare un episodio bello della mia giovinezza e te ne rendo merito: la mia prima e unica volta che "salai" a scuola. Era come adesso maggio e a Civitavecchia già era arrivata l'estate. Quella mattina, frequentavo la penultima classe del classico, misi nella borsa qualche libro in meno e il blocco per disegno, le matite e i pastelli. Avevo già deciso da alcuni giorni e adesso attuavo la mia marinata.
    Scivolando sotto i muri entrai nella zona del porto e mi recai sull'antemurale. Tirai fuori il mio album, le mie matite, i miei pastelli e incominciai a schizzare tutto quel che vedevo, navi alla carica e alla scarica, pescherecci, la città vista di lì, insomma tutto.
    Nel frattempo mia mamma, accortasi che avevo dimenticato di portarmi dietro la colazione, era andata a scuola a portarmela. "Come sta suo figlio?" le chiese la bidella. Poi vedendo la faccia costernata di mia mamma capì e aggiunse. "Guardi che lui è la prima volta. C'è chi lo fa una volta al mese, doveva capitare, non nascono santi".
    Mia mamma invece di tornarsene a casa come la bidella le aveva consigliato, venne a cercarmi diritta al porto, perché sapeva che io disegnavo sempre barche e navi.
    La vidi arrivare saltabeccando sulle rotaie della ferrovia e rimasi di cacca, con la matita fra i denti ed un pastello tra le dita.
    Lei sedette accanto a me. Mi diede la colazione e incominciò a piangere, silenziosamente. Io riposi matite, pastelli e tutto l'armamentario nella borsa, mi alzai ed aiutai lei ad alzarsi. Non dicemmo nemmeno una parola, solo le sue lacrime.
    Mentre tornavamo indietro io scartai il fagottino della colazione: un panino con la marmellata di ciliege e uno col formaggino. Mangiai tutti e due perché ero affamato.

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    1. Ecco Vincenzo...ora mi hai tremendamente commossa!
      Grazie per quello che hai scritto e per l'emozione che c'hai messo dentro.
      Ti abbraccio stritolandoti.
      Ciao!!!

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  2. Prima di tutto, bentornata, cara Pia!
    Sto leggendo questa storia avvincente nella quale, per certi aspetti, mi ritrovo, e attendo con ansia la conclusione......
    Un grande abbraccio!!!

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    1. Carissima Annamaria, grazie!
      Non sono stata via molto, ma siccome non conoscevo la durata ho voluto avvisare.
      Spero ti piaccia, sono diversi episodi, ma ce la metto tutta per divertirmi e divertirvi.
      Abbraccissimi amica mia.

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  3. Si è impaurita di realizzare il suo sogno. Accade a molti.
    Ciao Pia.

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    1. Perché si è impaurita?
      No, no vedrai...
      Ti abbraccio forte.

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  4. Ciao Pia, bentornata anche da me, ti leggo con piacere. Quanti sogni vero? La tua storia è avvincente e poetica, aspetto di leggere il seguito. Un forte abbraccio a te, buona domenica Stefania

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    1. Ciao Stefania grazie!
      Ti leggo sempre sai? Anche se a volte non commento...
      Grazie sei gentile spero di non deludenti, un grandioso abbraccio e buona Domenica.

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  5. Bello leggerti! Ora però sono qui che fisso il monitor in attesa che compaia il seguito del racconto. Non farmi aspettare troppo :-)
    Felice domenica, affettuoso abbraccio
    enrico

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    1. Enrico caro ciao!!!
      Ahahahah...non restare troppo a fissare il monitor...
      Il mio seguito arriva prestissimo, abbraccio e grazie!!!
      Buona e serena Domenica in famiglia.

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  6. Che bello seguire questa tua favola :) è appassionante, oltre che ci da modo di conoscerti ancora di più... :)

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    1. Sono felicissima che tu ti stia divertendo con la mia favola.
      Ci provo sempre a farmi conoscere, i miei scritti rivelano sempre tutto di me...
      Cavoli adesso inizio a preoccuparmi...ahahahah...
      Baciiiii...

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  7. Ciao Pia!!
    Ho letto questa prima parte del racconto che mi ricorda tanto una persona che conosco e che adoro assai...aspetto come tutti del resto,la continuità di questa fantastica storia
    Un abbraccio enorme

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  8. Claudia, se conosci una persona così deve essere proprio eccezionale, fortunata tu!!!
    Spero di riuscire a fantasticare ancora un po' con questa mia storia e a farvi divertire con me.
    Abbracci immensi cara, smack!

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  9. Quando siamo troppo dentro ai nostri desideri facciamo fatica a capire se si stiano realizzando o meno e spesso quando siamo vicini alla realizzazione quasi non vogliamo che accada per la paura! ^^
    Bellissima favola! A presto ... Dream Teller ^^

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  10. Sì a volte la paura ci trattiene...ma bisogna vincerla in qualche modo.
    Grazie cara amica, abbracci ed alla prossima.

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  11. Molto bello questo tuo racconto.
    Ti auguro una splendida giornata.

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    1. Ciao Cavaliere,
      Un grande abbraccio a te, grazie.

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