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Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


domenica 15 ottobre 2017

Foto



Buongiorno amici e lettori cari. 

Oggi desidero farvi vedere alcune fotografie di quando ero gggiovane. 

Nella mia famiglia non sono mai mancati gli scatti fotografici. 
Quando mi trovo tra le mani questi pezzi di carta in bianco e nero e poi a colori, mi sembra di avere rinchiusa in esse anche un pizzico di storia. 
Quella che si trasforma e diviene evoluzione del tempo, sembra qualcosa di magico e meraviglioso. 

Poi le seguenti immagini le ritroverete affisse nel mio blog. 
Ora che ho trovato il coraggio...ahahahahahahah... 
Un forte abbraccio e buona Domenica a tutti voi che mi leggete! 
Ciaoooooooo! 

La bambolotta 

La combinaguai 

La tenera 


Le foto sono personali 
Vietata ogni riproduzione 


P. s. Approfittatene ora perché forse domani cambio idea... 
Mi vergogno ooooooo! 
Ahahahahahahah! 


sabato 14 ottobre 2017

Il pirata e la fanciulla



Il pirata reggeva la sua candela ma non si rendeva conto di ciò che aveva perso. 

Giocando e fingendo di essere un principe od un cavaliere, si era fatto aiutare anche dai suoi fedeli amici; prendere e sedurre una fanciulla, bella d'aspetto e senza paggi in aiuto. 
Ma non si era accorto della sua tenacia ed intelligenza. 
Lei sapeva difendersi, riconoscere i suoi falsi adulatori e ricambiare con arte l'altrui recita. 
Quel che entrambi non avevano capito però, era che se il cuore risponde con verità, difficile poi allontanarsi l'un dall'altro. 
Ma lei voleva le sue e loro scuse ora...e le voleva pubbliche, come tutte le offese e falsità ricevute. Non avrebbe più creduto in null' altro, anche se il perdono era già nel suo cuore e di questo ne fu per sempre fiera. 
Ormai lei stava dimenticando ed il tempo passato aveva portato via ogni cosa, tranne la consapevolezza di non aver sbagliato mai. 
Era serena e la strada nuova intrapresa l'avrebbe portato in luoghi migliori, anzi ringraziava chi con superficialità l'aveva giudicata e manipolando chiunque, avevano fatto in modo di mostrarla diversa dalla realtà. 

La splendida donna entrava nella luce mentre il pirata continuava a camminare sulle stesse vie ma solo, con i suoi falsi amici e brancolando nel buio,  illuminato unicamente dalla flebile luce di una candela...con un vero affetto ormai perduto. 

Mi sta venendo un dubbio e se il pirata fosse in realtà una strega in false vesti? 
Oppure, se il pirata e la strega avessero creato insieme l'inganno?  

Un dubbio che forse anche la stessa donzella aveva avuto sin dal principio ma la recita doveva continuare, assecondando tutti. 
Chissà, magari la recita continua ma stavolta è a senso unico. 
Lei ormai ha smesso ed è lontana e solo la verità messa in piazza, promulgata con tutti i dovuti onori le avrebbe, forse, fatto cambiare idea, ma... 
È difficile rinunciare alla luce ormai ritrovata. 

Buonanotte miei cari e riflettete, ciao. 


Pia 



Immagine dal web 


mercoledì 4 ottobre 2017

San Francesco







Nessun uomo tra le genti potrebbe mai dire di lui che non fosse particolare, con una forza tale da attirare a sé ogni essere sulla terra, che sia tendente al bene oppure a male. 
Di lui ormai si è detto ogni cosa ed io desidero solo ricordarlo. 
Non ho pretese perché non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma nell'anima sicuramente. 
È nella semplicità che lui si nasconde e vive. 

Quindi non aggiungo altro di mio, solo ho trovato sul web questa descrizione che vi propongo qui sotto
 ed una splendida opera del Caravaggio dove 
San Francesco è in estasi tra le braccia di un magnifico angelo. 
























Grazie a tutti, ciao ed auguri a tutti coloro che ne portano il nome. 



Da
Gilbert Keith Chesterton
 
Modifica

  • Il mondo circostante era, come si è già notato, un groviglio di dipendenze familiari, feudali, e altre. L'idea complessa di San Francesco era che i Piccoli Frati dovessero essere come pesciolini, liberi di muoversi a proprio piacimento in quella rete. E potevano farlo proprio per il loro essere piccoli e perciò guizzanti. [...] Calcolando, per così dire, su questa astuzia innocente, il mondo era destinato ad essere circuito e conquistato da lui, e impacciato nel reagire alla sua azione. Non si poteva di certo lasciar morire di fame un uomo continuamente votato al digiuno, né lo si sarebbe potuto distruggere e ridurre alla miseria, poiché era già un mendicante. Vi sarebbe stata una soddisfazione ben scarna anche nel percuoterlo con un bastone, poiché egli si sarebbe lasciato andare a salti e canti di gioia, essendo l'umiliazione la sua unica dignità. E nemmeno lo si sarebbe potuto impiccare, perché il cappio sarebbe divenuto la sua aureola.
  • [San Francesco] non confondeva la folla con i singoli uomini. Ciò che distingue questo autentico democratico da qualunque altro semplice demagogo è che egli mai ingannò o fu ingannato dall'illusione della suggestione di massa. Qualunque fosse il suo gusto per i mostri, egli non vide mai dinanzi a sé una bestia dalle molteplici teste. Vide unicamente l'immagine di Dio, moltiplicata ma mai ripetitiva. Per lui un uomo era sempre un uomo, e non spariva tra la folla immensa più che in un deserto. [...] Nessun uomo guardò negli occhi bruni ardenti senza essere certo che Francesco Bernardone si interessasse realmente a lui, alla sua vita intima, dalla culla alla tomba, e che venisse da lui valutato e preso in considerazione. [...] Ora, per questa particolare idea morale e religiosa non c'è altra espressione esteriore che quella di "cortesia". "Interessamento" non può esprimerla, perché non è un semplice entusiasmo astratto; "beneficenza" nemmeno, perché non è una semplice compassione. Può solo essere comunicata da un comportamento sublime, che può appunto dirsi cortesia. Possiamo dire, se vogliamo, che San Francesco, nella scarna e povera semplicità della sua vita, si aggrappò a un unico cencio della vita del lusso: le maniere di corte. Ma mentre a corte c'è un solo re e una folla di cortigiani, nella sua storia c'era un solo cortigiano attorniato da centinaia di re.
  • [San Francesco] vide ogni cosa con senso drammatico, staccata dalla sua posizione, non immobile come in un quadro ma in azione come un dramma. Un uccello poteva sfiorarlo come una freccia, [...] un cespuglio poteva fermarlo come un brigante; ed egli era pronto a dare il benvenuto a entrambi. In una parola, noi parliamo di un uomo che non confondeva il bosco con gli alberi, e non voleva farlo. Voleva piuttosto considerare ogni albero come un'entità separata e quasi sacra, come una creatura di Dio [...] Non voleva ergersi di fronte a uno scenario usato come mero sfondo, e recante la banale iscrizione: "Scena: un bosco". In tal senso vorremmo intendere che era troppo drammatico per il dramma stesso. Lo scenario avrebbe preso vita nelle sue commedie [...] Ogni cosa sarebbe stata in primo piano, e quindi alla ribalta; ogni cosa avrebbe avuto un proprio carattere. Questa è la qualità per cui, come poeta, egli fu perfettamente l'opposto d'un panteista. Non chiamò la natura sua Madre, ma chiamò Fratello un certo somaro e Sorella una certa passerotta. [...] È qui che il suo misticismo è così simile al senso comune di un fanciullo. Un bambino non ha difficoltà a comprendere che Dio creò cane e gatto; sebbene sia consapevole che la formazione del gatto e del cane dal nulla è un processo misterioso al di là della sua immaginazione. Ma nessun bambino capirebbe il senso dell'unione del cane e del gatto e di ogni altra cosa in un unico mostro con una miriade di gambe chiamata natura. Egli senza dubbio si rifiuterebbe di attribuire capo o coda a un simile animale. [...] Gli uccelli e gli animali francescani assomigliano davvero a uccelli e animali araldici, non perché fossero favolosi, ma nel senso che erano considerati come realtà, chiare e positive, scevre dalle illusioni dell'atmosfera e della prospettiva. In tal senso egli vide un uccello color sabbia in campo azzurro e una pecora d'argento in campo verde. Ma l'araldica dell'umiltà era più ricca dell'araldica dell'orgoglio, perché giudicava tutte le cose che Dio aveva creato come qualcosa di più prezioso e di più unico dei blasoni che i principi e i nobili avevano dato soltanto a se stessi. 


Foto dal web


venerdì 29 settembre 2017

Domandina semplice



Cosa scrivere? 
Ho voglia di giocare un pochino con voi. 

Nel disegno si ha forse molta difficoltà nel descrivere qualcosa che abbia a che fare con i sensi. 

Anche nella scrittura credo sia lo stesso o nella musica...  

Allora vi rivolgono una semplice domanda... 

Se doveste descrivermi il od un profumo, 
in che modo lo fareste? 

Non ci sono limiti d'arte e di fantasia, tranne un'estrema forma di rispetto ed educazione... 
Stupitemi anche in originalità, mi raccomando. 

Per cui adesso...sotto con le risposteeeeeeee!!! 






martedì 26 settembre 2017

Arte digitale



Ciao a tutti! 
In questi primi giorni autunnali ho un gran desiderio di serenità. 
La vita continua imperterrita tra lavoro ed altre faccende... 

Così ho deciso di scrivere qualcosina anche qui. 

Ma giusto per fare quattro chiacchiere con voi che ho abbandonato solo per un pochino, scusatemiiiiiiii! 

Volevo solo dedicarvi questo video d'arte digitale, davvero molto bello e complimenti immensi a chi l'ha realizzato.  
Apprezzo molto questo nuovo tipo di visione artistica che sembra far vivere le immense opere che amiamo e che spesso immaginiamo nel movimento e nel racconto di una storia.  

Guardate tutto il video, 
mi raccomando! 

Con affetto e simpatia 
Smacccckkkk!!! 


video

Video dal web 

martedì 5 settembre 2017

Amici chiedo scusa, avrei bisogno di un piccolo aiuto.
Qualcuno mi sa dire se è come riuscire a recuperare un post perso?
Grazie a tutti! 

martedì 15 agosto 2017

Buon FERRAGOSTO!


Oggi voglio augurarvi una giornata che sia all'insegna del riposo e della serenità.  
Il periodo passato e quello che seguirà non è stato e non sarà facile. 
Ma vi posso assicurare che il mio sorriso non mancherà mai o almeno spero che sia così.  
Molti continuano a lavorare, non è come un tempo. 
Il Ferragosto che festeggiavano i nostri lontani amici e parenti era molto diverso...o almeno io mi ricordo che fosse così. 
Tutti cercavano di allontanarsi dalle loro case e "fuggire" dai luoghi comuni per dare un taglio netto alla routine. Le città si svuotavano e i luoghi di villeggiatura si riempivano. 
La cosa che mi riempie di gioia però è constatare che il popolo italiano e non abbia riscoperto l'arte. 
I musei ed i luoghi artistici si riempiono e siccome la nostra magnifica Italia è regina dell'arte e siccome personalmente la amo con immensità, sono particolarmente felice di ciò. 
Per cui oggi voglio lasciarvi con un magico lavoro del 

CORREGGIO. 
Questa splendida opera che raffigura 

L'ASSUNZIONE DELLA VERGINE 

Un superbo affresco situato sopra l'altare Maggiore del Duomo di Parma. 
Siamo nel periodo Barocco nel periodo compreso tra il 1525-1530. 



































Oggi è soprattutto la sua festa per cui... 
Grazie a tutti, ciao e 

BUON FERRAGOSTO! 


Immagini da Google 


mercoledì 9 agosto 2017

mercoledì 19 luglio 2017

Parte II



...

"Mia carissima giovane donna, risponderò con calma alle tue domande.
Ora però, visto la mia lunga attesa, devo chiederti subito un grande favore.
Ho bisogno di te.
In un luogo molto diverso da questo, vive una persona che forse dovresti conoscere."

Lei rimase perplessa.
Esiste un mondo differente dal suo?
Nel suo modo di concepire le cose e nell'agire tutto doveva avere un tornaconto. Quindi perché fidarsi e cosa avrebbe ottenuto se avesse dato retta alla sua richiesta.
Siccome era anche molto diretta ed avendo la sensazione che fosse la cosa giusta glielo chiese senza giri di parole.

Luy aveva già la risposta pronta:
"Lo so che qui ogni cosa segue principalmente una logica.
Proprio questo è uno dei motivi per cui dovresti seguirmi. Dove andremo scoprirai la differenza tra chi segue la ragione e chi il sentimento.
Tu non hai mai conosciuto l'agire d'istinto e questo potrebbe aiutare te a comprendere meglio i tuoi problemi ed a trovarne le soluzioni.
Il tuo nome è Arsia vero?"




Davvero era tutto molto strano.
Un pesce che parlava, conosceva il suo nome ed aveva risposte pronte ed esaustive. Ma la fiducia, quella poteva solo essere una sua scelta.

Riflettere per lei era normale e molto velocemente comprese che se avesse deciso di seguirlo, doveva almeno avere la certezza di potersi difendere bene.

"Sì, il mio nome è Asia. Non so come tu possa conoscere me ed addirittura come mi chiamo. Intendo il mio vero nome...
Qui non è facile visto che ciò è secretato da codici e nomi sostitutivi.
Sono potenti gli esseri nel luogo in cui vuoi portarmi, forse conoscerò qualcosa di diverso ma..."

Luy la interruppe dicendo:
"Le persone sono molto deboli, almeno apparentemente, e si difendono ancora con armi esterne. Nel senso che utilizzano molto poco la ragione e troppo il cuore. Ma è difficile spiegarti, devi venire con me se vuoi sapere di più. Facciamo presto però, ti ho atteso già tanto e spero di essere ancora in tempo...non posso dirti di più!"

Comprese così che avrebbe saputo difendersi. Aveva poteri particolari che potevano aiutarla in ogni caso.

"Va bene ti seguirò. Dimmi cosa devo fare."

E Lui: "Ora puoi toccarmi..."

Allungò la sua mano per sfiorarlo e con un grande ondeggiare entrò in un vortice...in un attimo era divenuta piccola e si ritrovò sul dorso del pesce aggrappata ad una delle sue colorate pinne.
Con un balzo veloce attraversò lo stagno e si ritrovarono in uno scroscio potente d'acqua.
Arsia chiuse gli occhi impaurita ed anche perché ormai non riusciva a vedere nulla visto l'acqua che in quantità veniva spruzzata su di lei.




Si ritrovò sospesa, giusto il tempo per osservare dall'alto un mondo strano, colorato, certo, ma era diverso. Come se tutto apparisse più luminoso e caloroso...non sapeva spiegarselo meglio. Poi con un grosso schianto si ritrovarono in un ruscello  dalle acque limpide e luminose.


CONTINUA...



sabato 15 luglio 2017

Parte I



Tanto tempo fa viveva in un mondo incantato una fanciulla...

No...non era una fanciulla ma una donna.
Aveva problemi inutili ed insignificanti che lei ingigantiva...ingigantiva,  fino a credere che fossero reali.

Un giorno vide in un piccolo stagno con, nelle acque limpide, una carpa.
Non normale ma una rarissima e colorata carpa orientale detta Koi. Grande, bella e...magica...lei non lo sapeva.




Ma andiamo con ordine.

Il mondo in cui viveva era molto particolare.
La violenza psicologica e fisica erano cose normali e non conosceva bene gratuito.
Ogni cosa fatta aveva uno scopo ed un tornaconto.
Però tutto era ordinato ed uguale per ognuno.
Amore era una parola quasi fiabesca e se ci si univa lo scopo era solo quello di preservare la specie.

Figlia di illustri collaboratori di giustizia conosceva le regole e le rispettava in modo sapiente ed intelligente.

Era fortunata perché non tutti avevano i suoi privilegi, ed ogni suo agire era misurato. Per poter sopravvivere in quel mondo doveva conoscere tutti i secondi fini, nelle azioni di ogni singolo individuo.

Per lei tutto ciò era normale e il suo Gudo  (città stato anonimamente governato) era un luogo bellissimo, vi erano farfalle colorate capaci anche di nuotare e la natura era capace di rigenerarsi autonomamente se per qualche motivo vi fosse il rischio imminente di pericolo distruttivo.

Forse era magia oppure il risultato di studi scientifici approfonditi od entrambi in solida unione.
Anche lei aveva capacità particolari.

Dunque tornando all'incontro suddetto, mentre passeggiava in uno dei floridi giardini, sedendosi sul bordo di un limpido stagno vide un grande Koi, dai colori brillanti ed occhi vispi.
Se ne stava calmo e fermo sotto una delle grandi foglie di piante acquatiche sparse in quel luogo e sembrava stesse osservando attentamente la giovane donna che ormai lo aveva notato.
Lei conosceva poco le specie acquatiche ed era molto sorpresa di vedere una tale bellezza in un semplice pesce.
Così allungò la mano per provare ad accarezzarlo ma il Koi con un rapido movimento sfuggì da lei ma...la sorpresa fu che si sentì anche una flebile vocina esclamare: "non mi toccare!"
Si spavento`, certo, ma non più di tanto. Sapeva che poteva accadere qualsiasi cosa nel suo Gudo.
Così prese coraggio e chiese: "da dove vieni bellissimo essere? Non avevo mai visto una specie come te..."

In realtà non esistevano Koi nel suo mondo ma lei non lo sapeva.

Così lui riprese il suo posto sotto la foglia e le rispose: "sono un pesce Koi ma il mio nome è Luy. Sapevo che non ti saresti spaventata nel conoscermi. In realtà ti stavo aspettando da tanto e finalmente sei arrivata."

La meraviglia di questa risposta lei la seppe nascondere bene, non si fidava e ciò era la sua natura, come ho già spiegato.

"Mi attendevi?" Chiese...
"E come mai?
Inoltre perché non posso toccarti?"

CONTINUA...

giovedì 22 giugno 2017

Storia di un libro che voleva essere un fiore



"O dolce fiore ogni giorno ti guardo. 
Sei davanti alla finestra e ti guardo. Vedo ed osservo ogni tuo movimento. 
Quanto vorrei essere lì con te. Potessi esprimere un desiderio...trasformarmi in fiore per starti accanto, avere la tua bellezza perché anche tu possa accorgerti di me. 
Ed invece sono qui, solo nella grande libreria. Sì, solo nonostante vi siano tanti miei coetanei. Solo perchè, se chiuso, non servo a nulla ed i pensieri in me riposti, se non letti, a nulla servono. 
Invece tu sei fuori, esponi la tua bellezza e tutti ti guardano, ammirano i tuoi petali delicati e densi di profumo. 
Non solo uomini ma anche uccelli api, farfalle, il vento...tutti fanno a gara per danzarti intorno." 

Questi pensieri straziavano l'anima di un semplice libro, uno dei tanti posti lì in alto, nella grande libreria ormai impolverata. 

I giorni passarono ed il suo sguardo era sempre sul magnifico fiore...posato. 
Qualcuno decise, dopo tanti giorni di riaprire le sue pagine, fu tra le mani di questa persona per un lungo periodo. 
Finito il quale fu di nuovo deposto nel suo piccolo spazio. 
Ma ahimè, quale e straziante fu il suo dolore nel non più rivedere il dolce fiore. 
Qualcuno aveva deciso di coglierlo, recidere il suo sottile stelo ed impossessarsene... 
Non avrebbe più rivisto tale bellezza e così sconfitto dalla tristezza si lasciò andare, divenne scuro in copertina e le sue pallide pagine iniziarono ad ingiallire. 

Passò il tempo e la stessa persona che lo aveva preso in passato aprì con delicatezza le sue pagine e raggiunta quella più bella, una poesia di amore struggente e senza tempo, vi depose con delicatezza un fiore appassito e secco ma che non aveva perso la bellezza, nonostante tutto. 

Non potete immaginare la felicità del libro nel riconoscere in essa il suo dolce fiore. 

"Sì, è lei!" 

Pensò giubilante. 

Ed ecco, comprese in quello stesso istante, che importanza avesse essere un libro. 
Il fiore era seccato e se quella gentile mano non l'avesse colto, probabilmente ora sarebbe scomparso per sempre. 
Invece lui era ancora lì, certo sofferente, ma essendo un libro era diventato il rifugio del suo desiderato amore. 
Eterno e felicemente pronto ad accogliere chi in lui si sarebbe accostato, per leggerne i fogli o solo per riporre un ricordo. 

Ebbene, seppur non si fosse notato, era felice. 


Pia 


Immagine dal web 



Avevo in mente questa storia ed ho voluto proporvela.
Vi prego non fate caso ai possibile ed inevitabili errori. Tanto aspiro a nulla se non all'esternazione dei miei pensieri.
Arte dello scrivere ma non è sicuramente d'esempio, almeno credo. Ciao.




domenica 18 giugno 2017

Astrattismo parte I



Qualcosa mi dice che sono stata via troppo a lungo.
Mi dispiace ma non riuscivo più ad avere un buon rapporto con i miei pensieri. Mi scuso e vado avanti.

Oggi voglio proporvi qualcosa che è nel mio gusto da sempre.

Sono una valvola colma di emotività e siccome nell'arte per me ciò che conta maggiormente è emozionare, voglio oggi parlarvi

dell'Astrattismo. 

Sembra semplice ma non lo è. Questo perché nel periodo in cui è esistita questa forma, per lo più pittorica, ne venivano a crearsi altre, confondendosi ed a volte amalgamandosi tra loro.

Ciò che si è tentato di fare è quello di conquistare, dipingendo, un rapporto privo di esteriorità oggettiva, non più schiava della forma ma libera ed indipendente dalla realtà.

Ecco non avete compreso...ahahahah...lo sapevo...
Mi spiego meglio.

Ovviamente è un processo lungo dove le avanguardie padroneggiano.
Quindi per meglio chiarire è la parte finale di tutto ciò che si è voluto raccontare con le ricerche condotte tra il 1900 ed il 1915, cioè dal Simbolismo in poi.

Con l'Espressionismo dove vi è una ricerca di semplificazione delle forme, che però sono molto coinvolgenti a casa degli stravolgimenti dovuti alla apparente ed iniziale piatticità dell'opera, per la mancanza di prospettiva ed per l'uso del colore in modo eccentrico ed a volte informe. In realtà la prospettiva viene anche usata ma in modo intenzionalmente errato, per stravolgere e coinvolgere.
Le superfici dei quadri divengono così "campi di tensioni dinamiche", un insieme di forze e conflitti che non corrispondono più a ciò che vi è nel mondo esterno.



                                       Il Bacio                                                             L'Urlo 
                                                                        Edvard Munch         


Per continuare col Cubismo dove la concezione dello spazio viene completamente stravolta e dove la costruzione prospettica viene intenzionalmente e categoricamente distrutta.


Les Demoiselles d'Avignon
Pablo Picasso
1907


Bottle and Fisches
Georges Braque
1910







































Ed anche il Fauvisme è, per ultima citazione ad esempio (potrei continuare a nominare anche altri esempi di avanguardia ma loro sono di maggior considerazione in rapporto al mio argomento), anche se in apparenza un tipo d'arte improntata sulla leggerezza e spensieratezza, in realtà con la sua ricerca dei colori rende tutto più libero, autonomo e completo.
Importante per questo il grande Henri Matisse, maggiore esponente del Fauves.
Vi racconto un piccolo anedotto su di lui.
Al gruppo ufficiale del Salon d'Automne del 1905, egli spiegò lo scopo più autentico della sua pittura.
Un critico gli fece notare di aver colorato troppo il viso di una donna...




ridendo del fatto che potesse risultare, in questo modo, poco dignitoso per la modella...
Matisse rispose: " Monsieur, je ne crée pas une femme, je fais un tableau".
                           "Io non creo  una donna, realizzo un quadro."

Infatti è ciò che fece questo valido artista, si distaccò sempre più dai soggetti stessi. in questo modo le forme sono solo un pretesto per rendere sempre più importanti i colori che assumevano sempre più un significati sentimentale e di espressività della sua interiorità.
Ecco alcuni esempi più interessanti.


Lo studio rosso
Henri Matisse
1911 


La finestra blu
Henri Matisse
1912

Porta-finestra a Collioure
Henri Matisse
1914 




La tenda gialla
Henri Matisse
1914-15 
La lezione di piano
Henri Matisse 1916-17 



In realtà 

l'Astrattismo 

non fu un vero e proprio movimento, questo perché non si sviluppò in un sol luogo ma in varie zone europee. 
Tra i primi artisti però dobbiamo annoverare 

 Vasilij Vasil'evič Kandinskij 


E con questo vi do appuntamento al prossimo post, ciao.


Immagini dal web 


lunedì 1 maggio 2017

I Maggio



Non è facile al giorno d'oggi trovare un lavoro. 
Ed è tanto difficile vivere nell'incertezza del futuro. 
Le famiglie senza un degno stipendio sono tanti. 
Quindi comprendo pienamente il rifiuto che spesso si ha nei confronti di questi festeggiamenti. 
Io vi auguro di trovarlo il posto, per un degno guadagno. Vi auguro una serenità che tutti meritano, nessuno escluso. 
Oggi alcuni di noi festeggiano perché finalmente un lavoro ce l'ha! 
Perché dopo tanto penare e tanti sacrifici, siamo riusciti ad averlo! 
Ecco perchè rispettiamo questa festa. 
Ed ecco perchè non dobbiamo mai smettere di cercarlo, mai arrendersi...per noi stessi e per la nostra famiglia...forti e tenaci...sempre pronti ad accettare qualunque sfida, in modo da poter dire tutti insieme: 
W il I MAGGIO, W la festa dei lavoratori! 

Ciao. 


Immagine dal web 


venerdì 21 aprile 2017

Capri...ai confini di un sogno



Tutti nominano questo luogo ma non tutti lo conoscono.

Tantissimi gli amici fuori Italia.

Una splendida isola Capri...definirla un sogno è riduttivo.
Chi tra voi l'ha visitata sa cosa intendo...
L'errore che invece si commette è considerarla come un posto in cui rilassarsi...
Io non ho fatto altro che girarla in lungo ed in largo alla ricerca di qualcosa, stradine piccole, salite e discese, scale infinite...certo...ma non è solo questo.

In un solo giorno non è facile vedere tutto e purtroppo mi è mancata Anacapri, però anche così ho visto cose molto particolari e stupefacenti...tra natura ed arte...un vero posto magico e sicuramente romantico.

Ho scattato foto meravigliose, ed ho vissuto momenti di serenità e di amicizia uniche...non so se è dovuto al luogo o ad altro.
La gente è socievole ed è semplice avere notizie ed indicazioni utili per visitarla.

Ora vi posterò le cose che ho visto, spero vi piacciano.

P.s. sono tornata! Smacccckkkk!






Non so come abbia fatto a reggermi...ahahahahahahahah... 
Logicamente non ho resistito e la campanella con la mia spinta ha tintinnato allegramente...
Diiiiiinnnnn! 
























































Passeggiando tra vicoli stretti e chiusi pieni di ristorantini davvero invitanti e fiori in ogni dove, negozi stupendi colmi di abiti ed accessori firmati e pregiati, tra negozi di profumi aventi storia e tradizione, 




scopriamo una galleria d'arte moderna...impossibile non soffermarmici...eheheheh... 


























Nei 
Giardini di Augusto...
...terrazza...








nella 
Certosa di S. Giacomo 
è stata allestita una mostra spettacolare... 
quadri di enormi dimensione dell'artista 

Diefenbach Karl Wilhelm 






Da ciò che posso dedurre i suoi sono quadri mistici... 


































































Questa è Capri, 
Karpaia all'origine. 

























Qui siamo nella cappella del monastero. 














Ci dirigiamo ora verso l'arco Naturale. 
Difficile arrivarci, ci vuole fiato... 



















Un piccolo riposino di fronte alle grandi ville... 




E per finire la piccola spiaggetta. 




Grazie a tutti per l'attenzione, alla prossima. 
Ciaoooooo...


Foto personali 
Vietata ogni riproduzione