Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


giovedì 28 gennaio 2016

E poi...



Non ridete ok!

Non disegno da tanto ed oggi ho avuto un momento di stizza.
È impreciso ma ho deciso di postarlo perché non credo nella perfezione. 
Considero il disegno un qualcosa di improvviso, spontaneo, vero. Possibilmente senza cancellature.

L'ho realizzato in pochi minuti e chiedo perdono ma non sono altro che una piccolissima disegnatrice da strapazzo.

Abbraccio a tutti. 

P.s. anche le parole sono la conseguenza al disegno.

P.s. del P.s. oggi ne ho avuto di coraggio...ahahahahah...povera me! Ciao.


"E poi...

Sai quando accade che un grande desiderio, 
impellente ti prende
e non riesci a trattenerti.
Improvviso scaturisce 
e ti pervade 
si accende
ed in un attimo...
Tutto finisce...
La calma."

Pia






domenica 17 gennaio 2016

Colpo di Fulmine ed Inconsapevole Amore



C'era una volta un grande destriero...
Uno splendido e meraviglioso cavallo bianco con una macchia scura sul muso.
Era aitante e forte. Non si metteva mai in mostra ma inevitabilmente tutti lo notavano.
Amava correre, adorava il vento che scuoteva il suo crine...era veloce e tutti volevano gareggiare con lui.
Spesso accettava, si divertiva e non gli importava se ciò avesse causato disagi e critiche nei suoi confronti.
Un giorno conobbe un giovane puledro che desiderava essergli amico e voleva imparare tutto da lui. Gli era simpatico, così accettò la sua amicizia...
Divennero inseparabili e crescendo, il giovane amico conobbe molto della vita e su come affrontarla.
Infine decise che aveva imparato abbastanza e si  separò dal maestro; voleva avere esperienza fuori dalla dolce ed accogliente casa natia.
Il destriero sapeva che ciò fosse giusto e nonostante la tristezza della separazione lo lasciò andare, perché bisognava che seguisse la sua strada esattamente come aveva fatto lui molto tempo addietro.






Così il giovane cavallo dopo aver salutato tutti, iniziò il suo viaggio.
Conobbe molte cose e scoprì che la vita non era così semplice. Viaggiò in vari luoghi, conobbe posti splendidi ma anche tetri, la fame e l'abbondanza, vide cosa significasse avere un padrone ed inoltre riuscì grazie al suo maestro a destreggiarsi tra il bene ed il male.
Comprese che è l'esperienza a forgiare il nostro essere e...dopo tanto peregrinare era divenuto un grande e meraviglioso puledro, forte e con grandi ideali.

Mentre rifletteva su tutto ciò, scorse una splendida e folta foresta avanti a sé.
Era bellissima, lussureggiante e folta...ne aveva già viste ma questa attirò molto la sua attenzione, così decise di penetrarla, senza remore alcuna.
I raggi del sole avevano difficoltà a farsi strada tra quei rami, gli animali erano belli, vitali e sembrava tutto sereno...
Improvvisamente scorse una strana struttura in lontananza, incuriosito si diresse lì e...tra ruderi antichi di un castello vide una fanciulla che vagava persa in quelle pietre antiche.
Non si avvicinò subito, ma vide che era sola e che piangeva...lacrime che scorrevano come fiume in piena...
Si avvicinò lentamente a lei, la ragazza alzò il suo viso e scoprì che aveva un volto bellissimo anche se triste e... come guardò verso di lui un luminoso sorriso vide sulle sue labbra e gli occhi luccicarono di lieve gioia.
La sensibilità del giovane puledro era molto alta e quindi anche se sempre lentamente, avvicinò il suo muso a lei. La carezza della giovane donna fu dolce e premurosa.
Ma durò giusto quell'attimo e  riprese a piangere.
Le era accaduto qualcosa di terribile per piangere così, cosa poteva esserle capitato?
Restò con lei fino a quando il sole non fece più cadere i suoi raggi, la luce si affievoli` e finalmente la fanciulla smise di esser triste e s'incammino verso l'uscita della foresta.
Lui la seguì lentamente e decise che per ora non l'avrebbe abbandonata.






La fanciulla s'incammino`  con passo deciso verso la fine del folto bosco.
Si diresse verso un piccolo villaggio poco distante. Il suo nuovo amico la seguì.
Ormai aveva deciso, doveva esserle accanto per confortarla tutte le volte che avesse di nuovo le lacrime agli occhi.
Così il puledro scoprì  dove abitava...
La casa nel villaggio era molto umile, aveva una madre anziana che essendo vedova, riusciva a sfamare la sua famiglia con la sua abilità di sarta. La fanciulla aveva anche un fratello che era partito per una battaglia da combattere, era Scudiero del Re...purtroppo era già passato tanto tempo dalla sua partenza...
Avere un cavallo era un dono che la ragazza e sua madre accettarono di buon grado, lo resero parte della famiglia e lui si senti` amato.
La seguiva ovunque andasse e si accorse che...quando c'era la parata militare un giovane ed aitante Principe, sempre in prima fila, la faceva sorridere ed arrossire.
Lei non poteva fare altro che guardarlo passare, sapeva che il suo essere un persona di umili origini non gli avrebbe permesso di fare di più.
La cosa più triste, però, era che poi lei si rifugiasse in un posticino e piangesse. Col tempo capi` quanto ne fosse innamorata.
Decise di aiutarla e se ancora non ve l'ho detto, qualunque decisione il cavallo prendesse era destinata alla conclusione positiva.

Ciò che non sapete è che il giovane reale era sempre in groppa ad una fiera e forte puledra.
Di grande bellezza secondo il nostro amico quadrupede.
Siccome aveva notato gli sguardi che gli lanciava, decise di conquistarla e di fare in modo che potesse poi aiutarlo con la dolce amica umana.

Il giorno seguente di nuovo la ragazza (e lui sempre al suo fianco) uscì per le solite faccende mattutine e mentre era al mercato, il destino fu dalla sua parte.
Il Principe in groppa alla splendida e giovane puledra passò davanti a loro. Il cavallo fece un passo e si avvicinò per farsi notare...
Quindi si arrestò proprio davanti alla fanciulla e come sempre, al vederlo le si colorivano le gote di un candido rossore, il principe finalmente la guardò e si avvicinò a lei...
Lei senza pensarci accarezzò delicatamente il muso della puledra...






Così si scambiarono qualche parola, lei sempre più innamorata e lui ormai preso da lei visto che oltre ad essere molto bella, era anche intelligente e...stranamente colta...
Ma la cosa che colpì maggiormente il giovane fu un monile molto delicato ed intarsiato che la fanciulla aveva sul braccio. Il piccolo disegno era un simbolo che lui conosceva molto bene.
Percorsero un tratto di strada insieme, ognuno in groppa al proprio puledro...

Dovreste vedere come il destriero cercasse di conquistare la fiera puledra, non posso descriverne la difficoltà...essendo lei anche di spirito nobile, non si faceva conquistare facilmente. Ma il nostro amico sapeva di essere molto bello ed aitante e dimostrando anche il suo generoso ed ottimo carattere, sapeva che alla fine ci sarebbe riuscito, lui non mollava mai!

Ascoltando le parole dei due ragazzi, venne a sapere che la donna aveva perso il padre in giovane età...
Non aveva mai saputo cosa fosse accaduto veramente, mentre il giovane era il figlio del Re che ora era in guerra.
Uscendo dal villaggio arrivarono fino alla riva di un piccolo fiume ed un po` più su, il castello dove lui si sarebbe dovuto dirigere. Lei si fermò, era tardi e doveva tornare dalla madre, si salutarono promettendosi di rivedersi il giorno dopo.






Il puledro era felice, era riuscito nel suo intento di farli incontrare ma...non aveva previsto che il giocare troppo con l'amore, avrebbe bruciato anche lui.
Ebbene sì, ormai si era invaghito della splendida cavalla, così altezzosa ed austera ma anche così dolce.
Doveva continuare a vederla per farsi conoscere da lei...

Tornarono a casa ed i cuori di entrambi erano colmi di gioia.
Purtroppo però successe qualcosa di terribile.
La madre rimasta sola a casa non si era sentita bene, dopo una mattinata di lavoro, gli sforzi furono talmente alti che ebbe purtroppo un mancamento, probabilmente dovuto al cuore. La trovarono dunque distesa a terra, debole e dolorante...
Povera fanciulla, ora proprio non doveva accadere.
 Con enormi sforzi pose la donna sul letto e stette al suo capezzale per tutto il tempo, fino al suo ultimo esile respiro. Ma in quel poco tempo, decise di raccontare alla figlia cosa fosse accaduto al padre e come fosse morto.

Così venne a sapere che molto tempo fa lui lavorava presso la corte come medico e curatore.
Quando la regina rimase incinta, cercò di aiutarla e le restò accanto per tutto il tempo.
Ma un giorno accadde che, durante uno dei soliti bagni nel fiume che la dolce sovrana era solita fare, allontanandosi troppo, cadde e la corrente cominciò a trasportarla fino alle pericolose cascate...
Il padre della fanciulla non perse tempo, la raggiunse e la tirò fuori dalle acque, salvando la vita a lei ed al futuro Principe.
Ma da quel giorno purtroppo la sua salute cominciò a fare i capricci e nonostante lui conoscesse le arti per curarsi, non si riprese e morì a causa di una forte bronchite.

Ora, visto che il padre le aveva insegnato tutto ciò che sapeva e visto che probabilmente sarebbe rimasta sola, la donna suggerì alla figlia di presentarsi a corte per ottenere un lavoro, come curatrice o anche solo come donna delle pulizie.
Dopo la morte della preziosa madre, la fanciulla si diresse al castello col suo amabile cavallo, portandosi dietro tutto ciò che le potesse servire.






Il puledro era sereno, sapeva che le cose sarebbero andate meglio per la sua giovane amica. Inoltre desiderava tanto rincontrare colei che gli aveva fatto perdere il cuore.
Così si avviarono lungo la strada verso il castello...
Entrando nel bosco dove si erano conosciuti tempo addietro, presso una radura, si fermarono per riposare e ristorarsi.
 Era molto bello quel luogo...vi erano ruderi di un vecchio castello che, nonostante fossero abbandonati, splendevano ad ogni raggio di luce. Spesso la donna si era chiesto cosa fosse accaduto e perché fosse stato lasciato in quello stato. Poco più avanti inoltre vi era una splendida e zampillante cascata...decise di farsi un bagno per rasserenarsi un po`.
Il tempo passò e senza che se ne rendessero conto si fece presto buio.
Ciò che non sapevano era che in quel luogo gli animali uscivano allo scoperto in cerca di cibo, era molto pericoloso restare lì.
Dopo essersi ristorati, la ragazza accese un fuoco per riscaldarsi ed asciugarsi. Il castello era pieno di stanze e quindi per quella notte avrebbero potuto restare lì fino al giorno dopo.
Non comprese però che i bagliori del fuoco avrebbero attirati gli animali...ed infatti eccoli...con il loro ululato...la ragazza ed il suo amico erano ormai in pericolo.
Lei aveva con sé la spada che suo padre le aveva lasciato. Un branco di lupi famelici attornio` i nostri amici, si difesero ma con grande difficoltà,  il cavallo fece da scudo alla giovane ma era tutto così complicato...
Ad un tratto inciampo` e il suo capo andò a sbattere contro un sasso...mentre perdeva i sensi vide un volto e delle labbra che pronunciavano il suo nome, poi svenne.






Il giorno dopo il puledro si ritrovò nella stalla di fianco alla sua bella.
Quel che era accaduto era difficile da capire ed ora non faceva altro che scalciare, era preoccupato e voleva conoscere in che stato fosse la sua amica umana.
Il posto in cui si trovava aveva un non so che di confortevole. Però lui aveva uno spirito libero e proprio non gli piaceva essere rinchiuso così.
Per fortuna era in buona compagnia, infatti la cavalla gli fece chiaramente capire di non temere perché i padroni era buoni e sicuramente qualcosa avrebbero saputo sulla ragazza. Inoltre questo suo atteggiamento protettivo e di vera amicizia aveva colpito al cuore colei che era così altezzosa e poco propensa a conoscerlo.
Nel pomeriggio inoltrato arrivò qualcuno a liberarlo e poco dopo si ritrovò al di fuori della grande entrata del palazzo.
Ed ecco uscire la ragazza che dopo essersi svegliata e dopo aver compreso cosa le fosse accaduto, volle assolutamente tranquillizzare il suo amico a quattro zampe ed anche vedere se stesse bene. Era su di una carrozzina e venne spinta verso il puledro,  non si poteva ancora muovere a causa della botta ricevuta, aveva ancora poca stabilità...gli spiegò.

Ebbene sì, gli raccontò tutto...

Una volta ripresasi, scoprì di trovarsi in uno splendido letto curata amorevolmente.
Non comprese subito ma ricordò il dolce viso del suo amato che si era inchinato su di lei prima di perdere i sensi. Ma soprattutto ricordò il nome col quale l'aveva chiamato...lei si chiamava Florensia.
Il padre aveva deciso di chiamarla così visto la sua grande passione per le erbe medicinali, per le piante ed i fiori.
Quello che maggiormente la colpì  però, fu il fatto che in realtà il nome che lui aveva pronunciato era Flor...nessuno l'aveva più chiamata così dal giorno in cui, per l'ultima volta, l'aveva sentito pronunciare dal padre prima di morire. Sì, era il modo in cui affettuosamente la chiamava il suo defunto papà.

Così fu stesso il Principe accorso al suo capezzale appena seppe che si era ripresa, a farle conoscere cosa fosse accaduto.

Dopo essersi conosciuti e tornato a palazzo il giovane raccontò tutto alla Regina madre, di come si fossero incontrati e soprattutto le disse di quel bracciale che lei portava al polso.
Lo stemma da lui riconosciuto veniva donato solo a colui che con valore avesse protetto la vita dei reali e tempo fa era stato dato proprio al padre della fanciulla per ciò che era accaduto in passato.
Inoltre come conseguenza tutta la famiglia diveniva nobile col titolo di Vassallo del Re.
Il padre aveva ereditato anche un Feudo che in realtà decise di rifiutare, voleva che la sua famiglia continuasse a vivere serenamente nel proprio ambiente.

Saputo ciò il principe che si era innamorato di lei, decise di cercarla per raccontarle tutto e il destino fece anche in modo di riuscire a salvarle la vita.






Non immaginate la felicità del forte ed aitante puledro, lui ormai aveva capito che il destino a volte traccia la sua strada che noi inconsapevolmente seguiamo.

Tutti gli avvenimenti accaduti erano uniti e si legavano ancor di più nel corso dei giorni che seguirono.

Florensia venne presentata a corte e la Regina sempre amabile e giusta, con i due amati fu meravigliosa.
Il Principe dopo un po` si dichiarò a lei e decisero di sposarsi al ritorno del Re padre.
Ma non immaginate la sorpresa quando anche il fratello seppe cosa fosse accaduto e che intanto, grazie alla sua abilità e nobiltà d'animo era divenuto addirittura Cavaliere primo, protettore del Sovrano.
Dopo le meravigliose nozze, decisero di recuperare l'antico castello e resero quel luogo ancor più magico e meraviglioso...fu abbandonato per l'avvenimento funesto ma ciò che avvene in seguito lo riscatto`, divenendo l'abitazione dei Principi fino alla fine dei loro giorni.

Purtroppo dopo le nozze il destriero decise di partire e portò con sé la splendida amata. Non fu ostacolato anche se il dolore della separazione fu immenso.
Ormai del mondo aveva capito molto ed era arrivato il momento di far ritorno alla sua vera casa, accanto ai sui coetanei sempre liberi ed arditi.

Il fiero amico puledro lo attendeva e fu molto felice di riaverlo con sé e di fare conoscenza della sua compagna.
Dalla loro unione e dal loro fedelissimo amore nacquero due splendidi puledri a cui decisero di dare un nome, per onorare il modo in cui si erano conosciuti...
Il nome del maschio fu Colpo di Fulmine e la femmina Inconsapevole Amore, simbolicamente ciò che aveva inevitabilmente unito i due Principi.
Divennero belli ed intelligenti, forti e molto amati, chissà se un giorno anche a loro sarebbe capitato di poter conoscere i reali...non pensiamoci ora, se il destino vorrà, accadrà.

Fine


Scritto da Pia.


















domenica 10 gennaio 2016

Ecco a voi Torrecuso




Ciao a tutti!

Se riesco cercherò di farvi conoscere un pizzico della provincia di Benevento, mia città natale.

È arrivato il momento di raccontarvi della splendida 
Torrecuso.




Cominciamo con una leggenda documentata e fotografata da me...



LA LEGGENDA DELLA FONDAZIONE DI TORRECUSO IN ALCUNI DISTICI DEL XVII SECOLO.



È nota la leggenda che attribuisce agli 
Etruschi di Chiusi, la fondazione di 
Torrecuso (Benevento).

Narra Livio (V 34-5) che 
Arunte,
 ricco mercante di Chiusi, per vendicarsi del Lucumone che gli aveva sedotto la moglie, valicò le Alpi, invogliando i Galli a scendere in Italia, col mostrare ed offrire a loro che li ignoravano, alcuni prodotti del suolo italiano.
Dal racconto liviano prese spunto la leggenda locale.
All'irrompere dei Galli e in seguito alla distruzione di Chiusi, l'adultero lucumone ripara con alcuni compagni là dove doveva sorgere Torrecuso, ne innalza le mura e il turrito castello e da al paese il nobile nome di 
Torre di Chiusi.




Voglio precisare...

Sembra che il lucumone fosse un abitante di Chiusi in Toscana. 
Da qui "Torre di Chiusi".








Essendo una leggenda non possiamo dire che sia andata così, però a me ha ricordato un'altra famosissima...
Ricordate quella del grande Uther Pendragon e della bella Igraine?
Ahahahahah...vuoi vedere che ci troviamo nella leggendaria Camelot?


A parte gli scherzi...

La realtà è ben altra, ecco la sua storia.


§ § § § § § § §


Quando cadde l'Impero Romano, l'Italia fu invasa nel VI secolo d.C. e cadde sotto il dominio dei Longobardi che divisero il loro regno in ducati.

Tra di essi anche il Ducato di Benevento ed il primo duca fu Zottone a cui successe il nipote Arechi I e poi Arechi II. 
Essendo il più potente ed il più illuminato che si ebbe nella città, dobbiamo a ciò l'ergersi della bellissima chiesa di S. Sofia, tra i più grandi esemplari di architettura Longobarda ormai patrimonio dell'UNESCO.


Tornando a noi, 

grazie al grandioso Ducato suddetto, fu istituito come luogo di guardia proprio Torrecuso.
Ma intorno al XI secolo precisamente nel 1047, fu conquistato dai Normanni e successivamente, grazie all'aiuto di papa Leone IX, a cui chiesero aiuto, ebbe inizio la dominazione papale che durò fino al 1860. 
Fu in questo periodo infatti che il delegato apostolico Agnelli fu scacciato per l'intervento delle camice rosse garibaldine guidate dal colonnello Rampone.








Bene...
per ora mi fermo qui e continuerò nel prossimo post. 
Abbraccio.




domenica 3 gennaio 2016

Epifania 2016








Gente ma davvero non sentite l'affanno?

I Re Magi stanno arrivando ed una grande gioia inondera` i loro cuori...
Offriranno i loro Doni e noi li aiuteremo nel loro cammino, fino alla Meta!


BUONA EPIFANIA! 


  • I tre Santi Re Magi d'Oriente chiedevano fermandosi in ogni città:  'O donne, o fanciulle, sapreste dirci la strada per Betlemme dove va? 

 Dal componimento di Heinrich Hein


  •  L'Epifania tutte le feste porta via ma i sogni me li tengo stretti e sorrido.

Citazione di Don Dino Pirri






domenica 20 dicembre 2015

Vi racconto un gioco...









Siamo nelle festività natalizie...
Ci divertiamo a scrivere ed a postare, un po' ovunque, tutto ciò che ci piace di questa ricorrenza preziosa, sia per i credenti che non...

Infatti è successo anche a me, ricordare le cose passate e sperare nel presente in un meraviglioso Natale, da passare con parenti ed amici.

Ma il mio principale pensiero per oggi, è caduto sui giochi...sì i giochi, quelli che ogni anno provvediamo a tirar fuori per divertirci in modo semplice e divertente.

Il primo pensiero ovviamente per me, è stato il ricordo delle serate a giocare a Tombola. Tradizione tramandata di generazione in generazione... E non ridete...:-) :-) :-)

Le facce degli adulti quando viene proposto questo gioco è un misto tra:

Nooooo...

Ecco lo sapevo...

Uffa`!!!

E poi c'è:

E va bene...

Dai che poi c'è l'altro gioco...

Solo per una volta...

E poi moooolto raramente:

Siiiiiiiiii...

Che bello...

Era ora...

Inutile specificare le varie età dei singoli pensieri... ;-) ;-) ;-)

Comunque sappiamo che insieme ai nostri amici i giochi variano e qui non ne farò un elenco perché in realtà ciò che voglio scrivere è qualcosa di diverso.

In casa mia ho da vario tempo un gioco molto prezioso per mio marito...
Intendo infatti  descrivervi a mio modo di quello degli
 
 
 Scacchi.
 
 
 
 
 
 
 
Vi anticipo subito che, anche se ci ho provato mille e mille volte, non sono riuscita a capirlo bene e quindi non chiedetemi di questa o di quella mossa, farei solo enormi figuracce.

Come dicevo prima, mio marito l'adora ed in realtà ciò che attira moltissimo me, è l'artisticità di questo gioco per me così elegante ed intelligente.

Quindi eccomi al dunque ho deciso di raccontarci un po' di esso...ma vi avverto è senza pretese perché ho solo letto qualcosa a riguardo e nulla più.
 
 
 
 
 
 
Le origini di questo splendido gioco sono difficili da identificare.
 
Antichi poemi persiani descrivono, talvolta anche in dettaglio, un antico gioco da tavolo, lo Chatrang, che sembra avere notevoli tratti in comune con il moderno gioco degli scacchi. Questi stessi poemi (risalenti circa al VI-VII secolo d.C.) definiscono il gioco persiano del Chatrang come derivato da un gioco ancor più antico e di provenienza indiana, lo Chaturanga.
 
La sua estensione poi ci fa arrivare fino in Persia grazie ad alcuni mercanti che iniziarono a viaggiare atteverso l'Europa.
 
Tra i primi scritti relativi agli scacchi, oltre quelli già citati, troviamo alcuni risalenti all'epoca medioevale...intirno al 1000 d.C. e ci giungono dalla Spagna.
 
Ma non fu molto apprezzato da tutti.
Essendo un gioco in cui si poteva anche scommettere, venne considerato un gioco d'azzardo e divenne presto considerato illegale dal papa Alessandro II che, verso la fine dell'undicesimo secolo, lo dichiarò illegale. 
Ancora oggi in alcuni paesi islamici è proibito.
 
Verso il XVI secolo divenne un divertimento di professione.
I primi giocatori di fama li troviamo in Italia e Spagna. Si contesero spesso il rpimato nel campo avvalendosi di qualificati giocatori come: Leonardo di Cuntro (il Puttino), Paolo Boi (il Siracusano), Cesare Polerio (l'Abbruzzese) e Gioacchino il Greco (il Calabrese) tra gli italiani e poi ci sono per la Spagna Damiano ed il grande Ruy Lòpez de Segura.
 
Comunque il più fmoso e considerato Campione del Mondo nella sua epoca fu: Gioacchino Greco che scrisse e pubblicò il celebre Traité des échecs.
 
 
 
Piccola chicca di curiosità...i nomi dei pezzi della scacchiera sono di evidente origine ma c'è un'eccezione e riguarda l'Alfiere.
Infatti questo particolare era in origine rappresentata con una forma di
Elefante.
 
 

 
La parola Alfiere deriva dall'indiano Alfir che significa appunto Elefante.
Anche in russo la porola è Slon = Elefante, mentre in inglese si preferì chiamarlo Bischop cioè Vescovo.

 

Bene amici cari con questo ho concluso...
Vi abbraccio tutti e vi auguro un felice e sereno periodo di festività.



BUON NATALE
 
 
 


Immagini da Google


 

venerdì 11 dicembre 2015

Cerco l'arte



Io cerco l'arte
in ogni cosa, in ogni anfratto.
In ogni angolo nascosto,
cerco l'arte...

Io cerco l'arte
sempre esiste
e non si disperde
Cerco l'arte perché esiste....

Io cerco l'arte
in ogni parola detta
o silenziosa...
Arte è pensiero ed io la cerco...
Io cerco l'arte


Io cerco l'arte
nella grande opera
quella più famosa
quella più sconosciuta...
C'è l'arte, è lì...

Arte è espressione
è libero pensiero
è forza che imprigiona
è sempre e solo vera.

Io cerco l'arte e se la trovassi...
Sarei sospesa
ferma, agitata...
Scossa, felice, come di lacrime formata.

Amate l'arte e tutto vi ritorna...
perché se amate l'arte
ogni aspetto prende forma.

Pia


P.s. siccome descrive il mio punto di vista sull'arte ho deciso di postarla anche qui.
Abbraccio a tutti e buona lettura!








giovedì 3 dicembre 2015

Calendario dell'Avvento



3 Dicembre


Il Focolare dell'anima 2015






Ideata e condotta dalla mia stimatissima amica Sciarada 
del blog
Anima Mundi

Quest'anno da lei dedicato ad un piccolo angelo di nome 
Alessandro






Per questo motivo ho deciso di scrivere una 
lettera a
Babbo Natale...







Solo che questa non è scritta da me ma
 da tutti i dolci bambini che il Signore ha chiamato a sè...






Caro Babbo Natale


Sono un piccolo angelo che è volato in cielo.
Sono molto felice quassù 
volevo comunque scriverti perché ho un grande desiderio nel mio cuore.

Credo che tu, magico qual sei, puoi arrivare ovunque ed esaudirlo.
Il Signore ti ha fatto questo dono ed io ti ringrazio sin da ora, perché son sicuro che ci riuscirai.

Da qui vedo tante cose che accadono sulla terra.
Belle e brutte.

Vedo riunirsi le genti in cori festanti
e vedo anche famiglie che non possono permettersi molto ma sono comunque felici.

Quindi vorrei chiederti,
di andare da tutti coloro grandi e piccini che hanno perso parenti ed amici
e portare loro in dono

la Fede
la Speranza,
la Forza,
la Perseveranza
e
La Carità.


Ed ancora un altro dono desidererei...
Sussurra a chi tu sai queste parole:

"Io ti voglio bene!"


Firmato
Un piccolo angelo.







Con questo concludo augurando a tutti una felice attesa
Buon Avvento amici!!!

Il prossimo che ci donerà qualcosa di suo è per domani

4 Dicembre
LA CROCE DEL SUD
di
Johakim





Immagini dal web



lunedì 23 novembre 2015

Conza della Campania



Il 23 Novembre 1980,
un terribile terremoto distrusse questo splendido paese.

Si chiamava Conza della Campania (AV).

Ora voglio ricordarlo per come si presentava prima di questa catastrofica tragedia, per onorare tutti i suoi abitanti che ora non ci sono più e che continuano a vivere nei nostri cuori e nei nostri ricordi.












È solo un simbolo perché in questo modo onoriamo anche tutti coloro che purtroppo per cause naturali ci hanno abbandonato su questa terra.
Ora riposano in attesa di qualcosa di meglio.

Grazie a tutti!



lunedì 9 novembre 2015

Fusilli con zucca



Ciaoooooooo...

Vi piace il mio piatto fusilli con zucca???

Buon appetito!!!

Ricetta super segreta...ahahahah...

Smmmaaaccckkk!!!










venerdì 6 novembre 2015

Arco di Traiano (BN)


Ciao a tutti.
Come state? 
Lo so sono imperdonabile, ho abbandonato questo blog...
Ora però ho proprio intenzione di riprendere, forse non mi crederete...l'ho ripetuto tanto di quelle volte...

Comunque oggi voglio scrivervi di una novità accaduta nella mia bella città!

Vi ricordate quando vi ho scritto che la copertura ad un certo monumento storico avrebbe potuto essere permanente?
Se non sapete potere leggere qui... 
http://mondodarte.blogspot.it/2014/04/tornando-descrivere-la-storia-di.html

Da allora molte sono state le proteste e tanto si è scritto a riguardo,
 ora vi do la bella notizia, la copertura non c'è più ed ora è tornata lo spettacolo di una volta.

Per questo vi farò vedere le foto scattate da me...
Spero vi piacciano!

Eccole...








Con questo vi saluto, 
Abbraccio e bacio!
Grazie...