Lettori fissi

Una perfetta correlazione è il primo principio su cui si fonda lo sviluppo.
L'integrazione o anche proprio la parola "organico" vuole dire che nulla ha valore se non in quanto naturalmente
collegato al tutto e in direzione di un qualche fine vitale.


Frank Lloyd Wright

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura".

Claudio Abbado


domenica 28 ottobre 2018

Di una dolce vita...




Eppure nessuno mi aveva avvertita. 
Ero più che convinta di aver trovato il giusto modo di vivere. 
Ero felice ed appagata. Avevo un buon guadagno, un buon gusto nella scelta di abiti ed oggetti di cui ornarmi. Avevo un bellissimo gruppo di amici con cui uscivo spesso perché di tempo ne avevo e tanto. 
I miei erano orgogliosi di me e seppur non ci fossero quasi mai, credevano che fossi una persona in gamba e che se avessi voluto qualcosa avrei saputo come fare per ottenerla.    
Certo, era vero...ottenevo quel che volevo ma, forse, non mi conoscevano abbastanza. Forse avrebbero dovuto controllarmi di più. 
A volte ridevo della loro ingenuità. 
Anche perché non sapevano che ciò che vedevano in me e su di me non era il frutto della mia lungimiranza da gran risparmiatrice della loro "paghetta" ma c'era ben altro. 
Ho sempre amato vivere fuori. Nella strada incontravo persone capaci di farmi conoscere cose speciali, nuove ed a volte sorprendenti. 
Amavo imparare dalla gente diversa da me, con tradizioni diverse ed idee diverse; mi sentivo, in questo modo, cittadina del mondo. 
Ma ero una sedicenne e la curiosità era per me qualcosa di fondamentale. Facile era, quindi, anche fidarsi di tutti e per questo errare e fare amicizie sbagliate. L'incoscienza mi faceva fare scelte avventate. 
Come quella volta che con i miei simpatici amici francesi, più grandi di me, entrai in un locale. 
Le luci, la musica, la gente evidentemente ricca ed allegra...che meraviglia fu per me vedere tutto ciò. Mi dissi che era stata una vera fortuna conoscere questi ragazzi. Come avrei saputo di una tale esistenza senza di loro? 
Dunque scoprii di essere capitata in un luogo particolare, ci sedemmo su un grande e colorato divano con davanti stuzzichini e bibite di ogni genere, soprattutto alcolici. Mi dissero che sarei stata sempre loro ospite qualora avessi desiderato tornare lì. Mi sorpresi di queste parole ma poi venni a sapere che uno dei miei splendidi amici era parente del proprietario del locale, quindi non feci domande ed accettai di buon grado. 
Quella serata fu molto bella, tra discorsi interessanti di gran cultura ma anche di battute goliardiche e tanto, tanto gin. 
Qualcuno si offrì, infine, di accompagnarmi a casa e fu davvero tutto grandioso. 

In effetti mi piacque talmente che decisi di ritornare spesso lì. 
Le settimane erano pesanti e lo studio iniziava ad essere altamente noioso. 
Avevo bisogno di rilassarmi e divertirmi, per cui insieme ad altri amici, uomini o donne che siano, tornai spesso in quel locale. 
Scoprii in seguito che si trattava di un club esclusivo per gente esclusiva. 
Inizialmente fui felice di conoscere quel posto ed anche chi veniva con me ne era felice. 
Ma non mi accorsi che col tempo avevo imparato a bere troppo, a fumare troppo e qualcuno mi convinse anche ad usare delle leggere droghe, dicendomi che mi avrebbero aiutata a rilassarmi. 
Alcuni amici e specialmente le amiche col tempo mi abbandonarono. Ma a me non interessava, credevo fossero gelose e nessuno di loro mi avvertì dei grandi sbagli che avevo commesso e che in seguito aumentarono. 

Molti iniziarono a farmi i complimenti per la mia avvenenza. 
Ne fui lusingata ed essendo molto giovane ciò mi faceva molto piacere. 

Tra i tanti amici ne conobbi uno. 
Era molto bello. Alto e con un modo di fare molto affascinante ed allo stesso tempo arrogante. Inevitabilmente me ne innamorai. Come può innamorarsi una ragazzina come me che sogna l'uomo perfetto e "per tutta la vita". 

Furono giorni meravigliosi. Tra uscite in moto e corse con la sua macchina preferita, una jaguar nera e decappottabile. 
Andavamo ovunque ed io mi divertii tanto... 
Seppi che anche lui frequentava quel locale suddetto. 
Così fu che quasi ogni fine settimana lo passavamo al club. 
Divenimmo ospiti abituali e conobbi tanta gente, molti uomini... 

Lui divenne il mio ragazzo e sì, con lui ebbi la mia prima esperienza sessuale. Però fu molto dolce con me ed il mio amore crebbe. 

Passarono mesi molto belli ma da quel giorno tutto iniziò a cambiare. 
Luca, questo era il suo nome, non fu più così pieno di attenzioni come nei primi tempi. 
Nel locale, dove spesso ci ubriacavamo ed anche ci drogavamo, mi lasciava quasi sempre sola oppure in compagnia di amici conosciuti al momento. 
A volte ero talmente su di giri che non riuscivo a comprendere ciò che stesse realmente succedendo. 
Certi uomini iniziarono a toccarmi ed a baciarmi...ma io non ero cosciente. 
"Che fine ha fatto Luca?" questo mi chiedevo mentre la musica diveniva sempre più assordante e le luci mi ferivano gli occhi. 
Dopo mi ritrovavo stesa sul divano seminuda e con del denaro tra le mani o sparso sul tavolo e sul pavimento. Ah sì, erano molto generosi loro... 
La prima volta non compresi esattamente ma Luca fu così tenero con me e mi spiegò che a lui non dispiaceva. Anzi gli faceva piacere perché in questo modo mi avrebbe desiderata di più. Che stupida a credergli...ma ero innamorata. 

Bene, è inutile spiegare esattamente cosa sia accaduto in seguito. 
Compresi solo dopo molto tempo il mio errore. 
Luca mi lasciò ed io, visto il guadagno, continuai ad essere ospite del locale. 
Potevo permettermi tanto e riuscii ad essere ancora più bella e desiderabile di un tempo. 
I miei credevano che avessi trovato un lavoro di responsabilità in una grande azienda. Avevano fiducia in me e mai si accertarono se il tutto fosse vero. 

Ma la droga mi portò al limite. 

Se solo qualcuno mi avesse avvertita prima... 

Alla fine, tutti abusavano...alla fine ogni luogo era giusto ed ogni metodo anche. 
Fino a quando, tra sevizie ed abusi di ogni genere, mi ritrovarono su quel tavolo sudicio, piena di lividi e strafatta di droga. 
La mia grande e dolce vita era finita lì. 


Pia 




Immagine dal web